Golpe al Cav, Tajani scrive a Von der Leyen: “Ue vigili sulle toghe”

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  • Il campanello d’allarme suona in Italia e arriva alle orecchie di tutta l’Unione Europea. Il caso dell’audio del magistrato Amedeo Franco, giudice relatore della sezione feriale della Cassazione presieduta da Antonio Esposito che il primo agosto 2013 condannò Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Mediaset per frode fiscale – è un crocevia storico. All’indomani delle rivelazioni choc del magistrato (ora scomparso) Antonio Tajani manda un chiaro messaggio alla Commissione Europea, scrivendo direttamente alla presidente Ursula Von der Leyen.

    L’ex presidente del Parlamento Europeo e attuale numero due di Forza Italia chiede l’aiuto anche dell’Ue per fare chiarezza su una vicenda torbida, che sette anni fa – con la susseguente entrata in vigore della Legge Severino – ha allontanato il Cavaliere dal Parlamento, rendendolo non più candidabile in Itala.

    “’Quello che sta emergendo negli ultimi giorni è preoccupante non solo per Forza Italia, ma per ogni italiano e cittadino europeo”, il monito di Tajani, che nella lettera alla der Leyen spiegando per quale ragione gli azzurri abbiano chiesto con vigore l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare: “A tutela dei cittadini italiani ed europei, a livello nazionale abbiamo chiesto una commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Berlusconi e sul mal funzionamento della giustizia penale”. Dunque Tajani parla di sentenza politica che ha distorto la democrazia nel Belpaese. Qui l’ex numero uno dell’Europarlamento chiede alle istituzioni Ue di “valutare se in Italia la magistratura abbia adempiuto al proprio compito in maniera assolutamente imparziale”.

    Dopo gli allarmanti elementi emersi, Tajani chiosa nella missiva informando la tedesca dell’intenzione di tenerla aggiornata sui prossimi sviluppi della spinosa vicenda:, aggiungendo in ultima battuta: “I quotidiani italiani pubblicano frasi del magistrato relatore della sentenza che definisce il collegio giudicante ‘un plotone d’esecuzione’ e quella sentenza ‘già scritta e ordinata dall’alto’ Inoltre, una recente sentenza del Tribunale Civile di Milano ribalta quanto già deciso e smonta la vecchia accusa, dichiarando che non ci fu frode fiscale”.

    Nella giornata di ieri, con una conferenza stampa al fianco di Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, il vice di Silvio Berlusconi non ha solamente invocato la commissione d’inchiesta in Parlamento, ma ha anche raccolto e rilanciato la proposta della senatrice azzurra Licia Ronzulli di nominare il Cav senatore a vita, invitando così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a pensarci seriamente: “Berlusconi senatore a vita sarebbe un giusto riconoscimento ad un uomo vittima di un vero golpe giudiziario. Sarebbe un riconoscimento anche per i milioni di italiani che lo hanno votato e continuano a votarlo ed i cui diritti sono stati calpestati”.




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