Governo, Di Maio: “Forza Italia responsabile ma rimpasto sarebbe insulto a cittadini”

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  • Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ammesso di apprezzare molto“il senso di responsabilità verso le istituzioni di Forza Italia“, si è detto pronto al confronto e al dialogo “all’interno del perimetro tracciato dal presidente Mattarella” con tutti ma “la maggioranza non si tocca. L’opposizione è una cosa, il governo un’altra”. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex capo politico del M5s ha definito un rimpasto “un insulto a migliaia di famiglie e lavoratori che vivono e soffrono nell’incertezza” e afferma che per le imprese “servono risposte rapide e corali” ed ha aggiunto che “la rotta qui dobbiamo darla noi. La storia ci giudicherà, gli italiani lo stanno già facendo”.

    Per il titolare della Farnesina, “l’obiettivo deve essere coinvolgere tutti in un clima costruttivo e, dalle proprie posizioni, maggioranza e opposizione, recepire il meglio affinché l’Italia torni a correre già da gennaio”. Di Maio ha spiegato di avere, oltre a quello con Gianni Letta, molti contatti anche con altri partiti. “In Forza Italia come nel Pd, nella Lega e in Fratelli d’Italia, insomma in tutte le forze politiche – ha sottolineato – ci sono persone con cui dialogo. Se c’è una certezza granitica è proprio questa mia propensione al dialogo, che a mio avviso, e continuo a dirlo, va esteso a tutta l’opposizione, perché ora c’è bisogno della forza di tutti”.

    Il ministro degli Esteri ha spiegato che il nostro Paese non riuscirà a rialzarsi se a prevalere “saranno i tatticismi” ed puntualizzato che, così come chiesto da Davide Casaleggio, eventuali cambiamenti nella maggioranza devono essere ratificati su Rousseau “facendo votare gli iscritti”. Sul fatto che il M5s debba pesare di più, Di Maio ha affermato che “bisogna assumere maggiore consapevolezza del ruolo che ricopriamo. Siamo la prima forza politica in Parlamento, in questa legislatura peraltro si eleggerà anche il presidente della Repubblica. Sono compiti gravosi, che richiedono lucidità”. Ma il titolare della Farnesina si è comunque deto soddisfatto per quanto fatto fino ad oggi: “Devo cogliere l’occasione per tracciare la strada, come abbiamo fatto quando abbiamo portato a casa il carcere per i grandi evasori, il taglio dei parlamentari o l’ecobonus. Siamo i primi responsabili di questo governo, non dimentichiamocelo”.

    L’ex capo politico del M5s ha anche allontanato la possibilità, suggerita da diversi esponenti pentastellati, di diventare il nuovo capodelegazione tanto che ha spiegato come “Alfonso sta facendo un ottimo lavoro ed è come un fratello per me. Sto pensando a fare il ministro degli Esteri”. Quello che serve secondo il ministro è completare la nuova struttura del M5s “e ricominciare a correre: legge per bloccare le trivellazioni petrolifere, riforma del fisco a partire dagli autonomi, escludere i Benetton dalle autostrade, meritocrazia nelle nomine della sanità, su queste cose dobbiamo accelerare”.

    Sulle riaperture delle attività in vista del Natale Di Maio si è mostrato cauto. A suo giudizio il primo obiettivo “è difendere la vita” ma ha aggiunto di essere consapevole che “senza lavorare farlo sia difficile”. In considerazione di tutto ciò, il ministro ha auspicato che i dati scientifici siano buoni tanto che permettano le riaperture “soprattutto i ristoranti e le attività commerciali” in quanto “non possiamo nasconderci che dicembre è un mese florido per i consumi”.

    Il titolare della Farnesina si è soffermato anche sulle elezioni americane e sui possibili cambiamenti in vista nelle relazioni tra Usa e Italia dicendosi fiducioso sul futuro: “Il legame con gli Usa è indissolubile. Abbiamo lavorato molto bene con l’amministrazione Trump e lavoreremo altrettanto bene anche con l’amministrazione Biden“. Lo stesso Di Maio ha, infine, spiegato di essere d’accordo con il vicepresidente della commissione Ue Dombrovskis che ha già chiesto di tornare al tavolo delle trattative commerciali con gli Usa. “L’Ue deve riprendere e intensificare i rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Serve una nuova ripartenza ed è doverosa una riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. Per farlo dobbiamo lavorare uniti, con impegno e senza pregiudizi”.



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