Green pass obbligatorio in Parlamento: scoppia il caso

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  • Non tutti i parlamentari hanno accolto in maniera positiva l’estensione dell’obbligo del Green pass alla Camera dei deputati e al Senato a partire dal prossimo 15 ottobre. Si preparano già le barricate di coloro che sono contrari alla certificazione verde. Le verifiche, a Montecitorio, verranno effettuate dove sono posizionati i metal detector e non si procederà a campione, i controlli riguarderanno tutti i deputati. Sulle procedure da adottare al Senato si deciderà il prossimo 5 ottobre. Il provvedimento è stato adottato, come riporta huffingtonpost.it, per uniformare le istituzioni alle regole imposte ai cittadini e ai lavoratori, sia pubblici sia privati.

    Non sarà agevole, in ogni caso, procedere alle verifiche, che rischiano di diventare macchinose, anche perché nessun assistente parlamentare potrà bloccare l’ingresso dei deputati e dei senatori privi del Green pass. Al massimo potrà provare a convincerlo a desistere, ma non potrà fare di più. Nel caso di insistenza da parte del parlamentare l’assistente si potrà rivolgere ai questori della Camera o del Senato, i quali neppure potranno impedire alla persona sprovvista di certificazione verde di entrare, ma dovranno segnalare la cosa all’ufficio di presidenza.

    L’organismo si riunirà immediatamente per prendere provvedimenti nei confronti del parlamentare riottoso. Ma cosa rischia un deputato o un senatore che si rifiuta di mostrare il Green pass ed entra forzatamente senza certificazione? La pena è la sospensione per almeno tre giorni e 600 euro di multa che verranno decurtati sullo stipendio. Il Movimento 5 Stelle si è detto favorevole al provvedimento, affermando in una nota che “le regole devono essere uguali per tutti”, ma alcuni parlamentari, tra cui anche qualche ex pentastellato, sono pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale perché questo provvedimento lederebbe i loro poteri. Altri anticipano che forzeranno i posti di blocco e girano che sono pronti a denunciare qualsiasi azione di disturbo alla procura della Repubblica. Insomma, il clima si preannuncia incandescente, un po’ come accade all’esterno di Montecitorio e Palazzo Madama.


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