GUARDA IL SERVIZIO DI ADNKRONOS, CON INTERVISTE A GATTI ARZILLI E LA MULARONI, DOPO LA CONFERENZA A ROMA

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    Controlli rigorosi e una maggiore collaborazione con l’Italia. Il governo di San Marino, già impegnato in una operazione trasparenza, reagisce ai recenti fatti di cronaca raccogliendo la sfida e rilanciando. “E’ importante potenziare le strutture di controllo e aumentare sempre di più il livello della collaborazione“, spiega in conferenza stampa, a Roma, Gabriele Gatti, ministro delle finanze e del bilancio del Titano. Che non si sottrae a un giudizio sulla stretta attualità. L’inchiesta della magistratura che ha messo nel mirino la Cassa di Risparmio di San Marino, osserva, “è un fatto molto negativo”, perché “identifica i reati con la banca e con la Repubblica”, quando, in realtà, si parla di “reati compiuti in Italia e attraverso istituzioni finanziarie italiane”.

    La Cassa, che “è importantissima per la Repubblica e che è la banca per antonomasia dei sammarinesi”, è sotto i riflettori “per le sue partecipazioni e le sue attività fuori di San Marino”, ricorda Gatti. Il governo del Titano, prosegue Gatti, “non fa una difesa acritica ma si interroga su cosa è successo e sulle responsabilità”, perché “a volte, un sistema va difeso con il rigore”.

    Il ministro evidenzia come San Marino non sia “il paese delle banche, dei giochi o del commercio” né, tantomeno un paradiso fiscale, avendo un’economia “diversificata” che si fonda anche sull’industria e l’agricoltura. Entrando nel merito degli standard richiesti a livello internazionale, il governo del Titano si aspetta che “tutti i paesi, nessuno escluso, si muovano nella stessa direzione”, ovvero quello della trasparenza. Anche perché le tasse “si pagano un po’ meno, ma si pagano anche a San Marino”.

    La parola d’ordine del nuovo governo di San Marino, in carica da dicembre, è discontinuità con il passato, secondo quanto evidenzia il ministro degli affari esteri della Repubblica del Titano, Antonella Mularoni. “Ci sono delle criticità che abbiamo evidenziato anche durante la campagna elettorale e siamo impegnati a rimuoverle“, spiega durante la conferenza stampa, scandendo che il governo “vuole marcare una discontinuità con il passato”.

    Il segretario di Stato, facendo anche riferimento ai recenti fatti di cronaca che hanno “acceso i riflettori solo sulle cose brutte e non su quelle positive”, si dice convinta che San Marino “saprà uscire da questo momento di crisi a testa alta, dando al paese nuove opportunità di sviluppo”. Sul piano bancario, puntualizza Mularoni, “assicuriamo collaborazione secondo gli standard internazionali”. Il governo, prosegue, “lo ha già fatto con una nota a tutti i paesi Ocse in cui si accetta di fornire informazioni sui conti correnti dietro richiesta motivata”. In sostanza, “non ci sarà uno scambio automatico” ma sarà assicurata “la massima trasparenza”.

    Il segretario di Stato agli Affari esteri fa anche il punto sullo stato dell’arte dei rapporti con il governo e le istituzioni italiane. “Abbiamo sottoscritto un accordo di cooperazione economica, stiamo definendo l’accordo finanziario ed è in corso il negoziato per gli aspetti bancari – sintetizza Mularoni – Entro ottobre ci aspettiamo altri risultati concreti”.

    Difendiamo la sovranità, ma anche la legalità e lo stato di diritto” sottolinea da parte sua Marco Arzilli, ministro dell’industria, dell’artigianato e del commercio di San Marino, evidenziando lo sforzo del governo del Titano orientato “alla trasparenza e al rispetto delle regole”.

    In particolare, fa riferimento al “controllo sull’interscambio e l’operatività delle imprese”, oltre agli “interventi di revoca o sospensione delle attività”. Fermezza, dunque, per “dare un segnale chiaro e sostenere l’imprenditoria sana”. Le stesse imprese, puntualizza Arzilli, “guardano all’operatività e non hanno alcun interesse a nascondersi”.

    Mentre l’obiettivo a cui lavora il presidente della Banca Centrale di San Marino, Biagio Bossone, è una banca centrale più forte. “C’è l’idea di rafforzare la banca centrale – spiega – approfondendo l’azione di vigilanza, che va fatta con una maggiore qualità di impegno”. Bossone invita anche il Fondo Monetario Internazionale per una “valutazione neutrale e competente” mirata a “stabilire la forza e le eventuali vulnerabilità del sistema”.

    Intanto, vanno avanti i negoziati per raggiungere un accordo, che dovrebbe arrivare “in tempi brevi”, con le istituzioni italiane, Iccrea holding e l’istituto centrale della banche popolari, con la supervisione della Banca d’Italia. Via Nazionale, ricorda Bossone, “chiede alle banche italiane accesso alle informazioni sulle controparti e San Marino deve assicurare un flusso informativo che corrisponda alle esigenze delle banche italiane”. Si tratta di un passaggio, aggiunge il presidente della Banca centrale, “indispensabile per operare nel sistema dei pagamenti italiano”.