GUERRA IN IRAN — AGGIORNAMENTO 24 MARZO 2026

Il fronte diplomatico: Trump annuncia l’accordo, Teheran smentisce.

La giornata di oggi è dominata da una contraddizione che dice tutto sullo stato reale del conflitto. Trump ha annunciato che negli ultimi due giorni Stati Uniti e Iran hanno avuto “colloqui molto positivi e produttivi” per una risoluzione completa delle ostilità, sospendendo per cinque giorni gli attacchi alle centrali elettriche iraniane. Sky TG24 Dal lato iraniano, risposta secca: il presidente del Parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf ha scritto su X che non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti e che le “fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele”. Vatican News

Trump avrebbe annunciato un accordo in 15 punti in via di definizione, nel quale l’Iran rinuncerebbe ad avere l’atomica. ANSA Ma la smentita di Teheran è immediata e pubblica. Il quadro è quello di trattative che esistono — o esistono in parte — ma che nessuna delle due parti vuole ammettere apertamente davanti alla propria base politica interna.

Secondo media israeliani, i colloqui tra Iran e Stati Uniti dovrebbero svolgersi entro la fine di questa settimana in Pakistan, che si è detto disponibile a fare da sede. Washington non avrebbe aggiornato Israele sui contatti avuti con Ghalibaf. Wikipedia Una fonte israeliana ha annunciato che gli USA hanno fissato il 9 aprile come data-obiettivo per la fine della guerra. Vatican News

Le operazioni militari continuano in parallelo.

La diplomazia non ferma i raid. Un missile balistico iraniano con cento chili di esplosivo ha colpito Tel Aviv, ferendo sei persone e causando danni a edifici e auto. Israele ha risposto attaccando siti di lancio missili e strutture militari nell’ovest dell’Iran. Sky TG24 Nella notte, l’aviazione israeliana ha colpito il comando centrale delle Guardie della Rivoluzione a Teheran, struttura che coordinava le unità provinciali dei Pasdaran e le forze Basij. Vatican News

Il sito nucleare di Natanz è stato nuovamente colpito in raid congiunti USA-Israele. L’AIEA ha confermato di essere stata informata dell’attacco, con il direttore Grossi che ha rinnovato l'”appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare”. Nessun aumento dei livelli di radiazione è stato segnalato al di fuori del sito. QdS

Sul fronte libanese, i raid israeliani su Beirut hanno già causato oltre mille morti e lo sfollamento di circa un milione di persone dall’inizio del coinvolgimento del Libano il 2 marzo. Agenzia ANSA

Hormuz: l’Iran monetizza il blocco.

Il dato più rilevante sul piano strategico di lungo periodo viene da Teheran. Fonti iraniane alla CNN riferiscono che Teheran si sta muovendo verso la monetizzazione del controllo dello stretto, con pagamenti intorno ai 2 milioni di dollari per il passaggio di una singola petroliera, e che il regime punta a “stabilire un nuovo regime legale sullo stretto”. Adnkronos Non più un blocco di guerra temporaneo, dunque: una rendita strutturale da imporre come fatto compiuto.

Il Giappone, che dipende dal Medio Oriente per circa il 95% delle importazioni di petrolio, ha annunciato il rilascio delle riserve strategiche statali a partire dal 26 marzo, dopo aver già attinto alle scorte private per 15 giorni. ANSA

Trump: “Cambio di regime automatico.”

Trump ha dichiarato che lo stretto sarà “aperto molto presto” se i negoziati funzioneranno, aggiungendo che ci sarà “una forma molto seria di cambio di regime. Tutti sono stati uccisi nel regime. C’è automaticamente un cambio di regime. Abbiamo a che fare con persone che trovo molto ragionevoli e solide.” Agenzia ANSA

I Pasdaran hanno però già minacciato rappresaglie militari durissime nel caso in cui vengano colpite le infrastrutture energetiche iraniane, inclusi gli impianti di desalinizzazione nei Paesi del Golfo. Vatican News

La situazione al 24 marzo è dunque questa: trattative che forse esistono ma che entrambe le parti smentiscono pubblicamente, raid che continuano nonostante la tregua parziale annunciata, un sito nucleare colpito sotto gli occhi dell’AIEA, e uno stretto di Hormuz che Teheran vuole trasformare da arma di guerra a pedaggio permanente.