Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso oggi forte preoccupazione per le possibili ripercussioni del conflitto in corso in Medio Oriente, puntando i riflettori sul rischio di attentati su scala globale. Intervenendo ai microfoni di Rtl 102.5, l’esponente del governo ha chiarito che, sebbene un’offensiva militare diretta contro il territorio italiano non sia attualmente considerata uno scenario probabile, la vera minaccia è rappresentata dalla rete del terrorismo internazionale.
Il pericolo delle reti dormienti
Secondo quanto riferito dal titolare della Difesa, esisterebbero centinaia di cellule dormienti legate all’Iran e dislocate in vari quadranti del pianeta. Crosetto ha spiegato che si tratta di unità operative presenti sul territorio da anni, rimaste in attesa ma capaci di attivarsi in qualunque momento per compiere atti terroristici. Questa rete sotterranea rappresenterebbe il principale fattore di instabilità per la sicurezza dei paesi occidentali e non solo, data la facilità con cui questi gruppi potrebbero essere mobilitati da Teheran.
Escalation e crisi energetica
Le dichiarazioni del Ministro giungono mentre la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran entra nella sua quarta settimana, in un clima di estrema tensione che sta travolgendo anche i mercati energetici. Nella giornata di oggi si è registrata un’impennata del prezzo del greggio Brent, salito del 5% fino a toccare i 112 dollari al barile, mentre il costo del gas ad Amsterdam ha subito oscillazioni violente, stabilizzandosi intorno ai 70 euro al megawattora dopo aver toccato picchi più alti in apertura.
La situazione sul campo rimane critica, con segnalazioni di attacchi aerei che hanno colpito impianti petrolchimici in Arabia Saudita e raffinerie in Kuwait. Contemporaneamente, le basi statunitensi in Iraq sono state prese di mira da droni, confermando un allargamento del fronte degli scontri che vede coinvolti anche i sistemi di difesa di paesi come il Bahrein e la Giordania.
Reazioni internazionali
Mentre gli Stati Uniti, guidati da Donald Trump, valutano il dispiegamento di migliaia di soldati lungo lo Stretto di Hormuz per proteggere le rotte commerciali, dall’Europa giungono inviti alla cautela. L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha infatti ribadito che non sussistono attualmente basi di diritto internazionale per giustificare un intervento bellico diretto contro l’Iran, confermando l’intenzione dei paesi membri di non entrare formalmente nel conflitto. Parallelamente, Luigi Di Maio, rappresentante speciale Ue per il Golfo, ha assicurato pieno sostegno ai partner arabi sotto attacco, invocando il diritto all’autodifesa previsto dalla Carta dell’Onu.











