Si aggrava drammaticamente il bilancio del conflitto in Medio Oriente, giunto oggi al suo settimo giorno di escalation militare. Secondo quanto riportato in una nota diffusa dall’Ansa e dai principali osservatori internazionali, le forze israeliane hanno lanciato nelle ultime ore una “vasta ondata di attacchi” contro le infrastrutture chiave di Teheran. I bombardamenti hanno colpito duramente la capitale iraniana, centrando edifici civili, aree residenziali e zone commerciali storiche come via Jomhuri, lasciando i quartieri centrali deserti e in macerie.
Il bilancio umano è spaventoso: l’Unicef ha reso noto che quasi 200 bambini sono rimasti uccisi dall’inizio delle ostilità. “Non sono i bambini a scatenare le guerre, ma pagano un prezzo inaccettabilmente alto”, ha denunciato l’Agenzia dell’Onu, precisando che la maggior parte delle vittime minorenni si registra in territorio iraniano. Sul fronte militare, l’Idf ha confermato l’esecuzione di 26 raid mirati nell’area di Dahieh, in Libano, roccaforte di Hezbollah, colpendo centri di comando e strutture per il lancio di droni.
La replica di Teheran non si è fatta attendere e ha coinvolto il Bahrein, dove un attacco missilistico ha colpito la raffineria Bapco Energies a Sitra e alcuni edifici residenziali a Manama. Nonostante i gravi danni materiali e le spettacolari colonne di fumo visibili a chilometri di distanza, non si registrano vittime nel piccolo regno del Golfo. L’Iran si è detto pronto a sostenere una “guerra prolungata”, minacciando l’impiego di armamenti avanzati non ancora utilizzati e avvertendo il Kurdistan iracheno di possibili ritorsioni in caso di invasione terrestre.
Sul piano diplomatico, il presidente americano Donald Trump, in un’intervista rilasciata alla Nbc News, ha definito l’invio di truppe di terra una “perdita di tempo”, puntando invece allo smantellamento totale della leadership iraniana. “Hanno perso tutto ciò che potevano perdere”, ha affermato Trump, escludendo l’opzione dello sbarco. In Italia, la premier Giorgia Meloni sta seguendo gli sviluppi con la massima attenzione: “La priorità è proteggere i nostri connazionali e sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, annunciando che riferirà presto in Aula.
Le ripercussioni economiche minacciano intanto di travolgere i mercati globali. Il traffico navale nello stretto di Hormuz è quasi azzerato e il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha lanciato un monito inquietante: “La guerra costringerà il Golfo a interrompere l’export di energia, facendo schizzare il petrolio a 150 dollari al barile”. Mentre l’Europa valuta con urgenza il potenziamento delle proprie difese missilistiche a causa della carenza di sistemi Patriot, la tensione resta altissima con nuovi allarmi che continuano a suonare anche nel centro di Israele.













