Guerra in Iran. Venerdì 13 marzo 2026 – Quattordicesimo giorno

Venerdì 13 marzo 2026 — Quattordicesimo giorno

Consiglio Supremo di Difesa – ora Il Consiglio Supremo di Difesa convocato da Mattarella si sta tenendo in questo momento al Quirinale, con all’ordine del giorno “La guerra in Iran e in Medio Oriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso.”

Oggi: attacchi “più intensi dall’inizio della guerra” Il Pentagono ha annunciato che oggi sarà “il giorno degli attacchi più intensi contro l’Iran dall’inizio della guerra: il maggior numero di caccia, bombardieri e raid”. Scienziati nucleari uccisi Netanyahu ha annunciato che diversi scienziati nucleari iraniani sono stati uccisi nei raid israeliani. La tv israeliana Kan riporta anche una forte esplosione nell’impianto nucleare di Fordow.

Iran: “Hormuz rimanga chiuso” Mojtaba Khamenei ha dichiarato che Hormuz deve restare chiuso. Ma arriva un segnale contraddittorio dall’ONU: l’ambasciatore iraniano all’ONU Iravani ha affermato che Teheran non intende chiudere lo Stretto e rimane impegnata alla libertà di navigazione. Segnale di fratture interne al regime.

NATO: terzo missile iraniano abbattuto su Turchia Un terzo missile lanciato dall’Iran è stato distrutto dalla NATO nello spazio aereo turco. Il ministero della Difesa di Ankara ha confermato l’intercettazione. Teheran nega di aver preso di mira la Turchia.

Vittime americane e francesi Gli USA annunciano la morte di altri 4 soldati — un aereo da rifornimento precipitato in mare. Un militare francese è stato ucciso a Erbil colpito da un drone Shahed.

Trump al G7: “L’Iran sta per arrendersi”

Trump ai leader del G7 sostiene che l’Iran sia sull’orlo della resa. Una lettura che nessun alleato europeo sembra condividere.

Hormuz: tre marinai dispersi

Tre membri dell’equipaggio di una nave portarinfuse thailandese sono dispersi, si ritiene intrappolati nella sala macchine dell’imbarcazione colpita da due proiettili mentre tentava di attraversare lo Stretto.

Russia: “subito de-escalation” Putin ha chiamato il presidente iraniano Pezeshkian ribadendo la posizione russa a favore di “una rapida de-escalation e risoluzione attraverso mezzi politici”. Pezeshkian ha ringraziato Mosca per il supporto e gli aiuti umanitari.