Guerra in Medio Oriente, l’Italia nega l’uso della base di Sigonella agli Stati Uniti

L’Italia ha chiuso ufficialmente le piste della base di Sigonella ai velivoli militari degli Stati Uniti diretti verso il teatro di guerra in Medio Oriente. La notizia, trapelata oggi ma frutto di una scelta maturata nei giorni scorsi, segna una frattura diplomatica di rilievo tra il governo di Roma e l’amministrazione di Washington. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha imposto il fermo dopo aver rilevato irregolarità nelle procedure di autorizzazione previste dai trattati internazionali.

Mancanza di coordinamento e violazione dei trattati

Secondo le ricostruzioni fornite dai vertici militari, lo Stato maggiore della Difesa sarebbe stato informato dei piani di volo americani solo quando i mezzi erano già in fase di navigazione. Gli aerei statunitensi intendevano utilizzare lo scalo siciliano come tappa intermedia per operazioni belliche nell’area iraniana, senza aver richiesto il preventivo via libera alle autorità italiane.

Le verifiche effettuate dall’Aeronautica hanno confermato che la natura dei voli non era di tipo logistico, condizione necessaria per l’utilizzo della base secondo gli accordi bilaterali. Di fronte a questa evidenza, il ministro Crosetto ha dato mandato di impedire l’atterraggio, sottolineando come ogni attività esterna ai trattati vigenti richieda necessariamente un passaggio e un’approvazione del Parlamento. Un ulteriore ostacolo tecnico è rappresentato dal fatto che i velivoli in questione risultano soggetti a vincoli che ne permettono l’approdo solo in situazioni di estrema emergenza.

Tensione internazionale e precedenti storici

Il diniego italiano giunge in un momento di altissima tensione globale, con il prezzo del petrolio Brent balzato a 115,49 dollari al barile a seguito dei recenti raid statunitensi su depositi di munizioni in Iran e degli attacchi alle petroliere nel Golfo. La situazione attuale richiama alla memoria lo storico scontro diplomatico del 1985, quando la gestione della base di Sigonella portò a un duro faccia a faccia tra il governo italiano e la presidenza Reagan.

Mentre il conflitto tra Israele e Iran continua a espandersi, con esplosioni segnalate anche a Gerusalemme e raid infrastrutturali su Teheran, la scelta di Roma di blindare la base siciliana riafferma la volontà di mantenere il controllo sovrano sulle operazioni militari condotte dal territorio nazionale, evitando coinvolgimenti non concordati in azioni di forza su larga scala.