Guerra in Medio Oriente. Teheran, leader iraniano Khamenei in coma: rischio vuoto di potere

Oggi il conflitto in Medio Oriente ha raggiunto un nuovo livello di criticità, con gli Stati Uniti e Israele che intensificano le operazioni contro il regime iraniano. Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito la scadenza finale fissata per le ore venti di questa sera, portando la tensione alle stelle e innescando reazioni disperate da parte delle autorità locali, mentre la leadership del Paese sembra vacillare per gravi problemi di salute del suo vertice.

Per tentare di proteggere le infrastrutture strategiche dai bombardamenti imminenti, un alto esponente governativo per le politiche giovanili ha lanciato un accorato appello alla popolazione. La richiesta rivolta a studenti, accademici, sportivi e artisti è quella di mobilitarsi alle quattordici di oggi per creare uno scudo umano attorno alle centrali elettriche, descritte come una risorsa vitale per l’avvenire della nazione.

Nel frattempo, la stabilità politica di Teheran è minacciata da un vuoto di potere. Sulla base di documenti riservati delle agenzie di spionaggio occidentali e israeliane, resi noti dalla stampa estera, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei si troverebbe attualmente ricoverato a Qom. Le indiscrezioni parlano di uno stato comatoso profondo, una condizione clinica che lo escluderebbe di fatto da qualsiasi scelta strategica o governativa.

Sul piano militare, i raid aerei non conoscono sosta. I vertici della difesa israeliana hanno confermato l’avvenuta distruzione di un sito industriale nei pressi di Shiraz, ritenuto fondamentale per la produzione di acido nitrico e materiali esplosivi destinati all’arsenale balistico. Nella capitale iraniana, la Mezzaluna Rossa sta concentrando le operazioni di soccorso nei quartieri residenziali colpiti dai cieli, mentre le agenzie locali hanno diffuso le immagini di un antico luogo di culto ebraico sventrato dalle esplosioni nel centro cittadino.

Le ostilità si allargano anche ai territori limitrofi. Le autorità del Bahrein hanno dovuto attivare i sistemi di allarme aereo, esortando la popolazione a mettersi al riparo in seguito al rilevamento di lanci missilistici partiti dal suolo iraniano. Contemporaneamente, il centro di Israele ha fatto i conti con le ricadute di un vettore balistico che ha disperso sub-munizioni a grappolo tra diverse aree urbane. I dispositivi hanno causato ingenti danni materiali, arrivando a ribaltare dei veicoli in sosta, sebbene i servizi di emergenza non abbiano registrato vittime.

Nonostante l’escalation, i canali diplomatici tentano di arginare la crisi. L’ambasciata iraniana a Islamabad ha definito cruciali i tentativi di mediazione intrapresi dal governo pakistano per giungere a un cessate il fuoco. Anche sul fronte commerciale si registra una lieve distensione: i vertici governativi della Malesia hanno annunciato che, grazie a recenti colloqui ai massimi livelli, una loro nave mercantile rimasta bloccata nello Stretto di Hormuz ha ricevuto il via libera da Teheran per proseguire la navigazione.

Impennata dei costi del carburante a livello nazionale

Parallelamente alle tensioni internazionali, la mattinata di oggi ha fatto registrare un drastico rincaro dei prezzi alla pompa, aggravato dalle festività pasquali. Le rilevazioni odierne evidenziano come il gasolio abbia superato i massimi storici dello scorso mese, annullando di fatto gli effetti del precedente taglio delle accise e raggiungendo una media di 2,143 euro al litro in modalità self-service. Anche la benzina verde ha subito un rincaro, attestandosi a 1,782 euro al litro sulla viabilità ordinaria, con picchi superiori a 1,816 euro sulla rete autostradale. Stabili ma elevati anche i costi per Gpl e metano, fissati rispettivamente a 0,775 e 1,610 euro.