Guerra Iran, media Usa: Mojtaba Khamenei ferito e isolato, Teheran minaccia di minare il Golfo Persico

Il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran entra nella sua quarta settimana con una escalation che oggi scuote i mercati finanziari globali e alimenta timori sempre più concreti di un allargamento delle operazioni militari. Secondo quanto riportato dal Washington Post, il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sarebbe ferito, isolato e non risponderebbe ai messaggi che gli vengono trasmessi. Fonti della sicurezza americana e israeliana citate dal quotidiano tratteggiano un quadro di crescente caos ai vertici della Repubblica islamica, con i Pasdaran e parte del clero che avrebbero rafforzato la propria presa sul Paese. Stando a quanto riferito dal sito Axios, CIA, Mossad e altri servizi di intelligence starebbero cercando di localizzare Khamenei, irreperibile da quando è stato designato guida suprema dopo l’assassinio del padre.

Pioggia di fuoco su Teheran e attacchi alle basi americane

Nella notte le forze di difesa israeliane hanno lanciato quella che hanno definito un’ondata di raid aerei su vasta scala contro la capitale iraniana, colpendo infrastrutture militari, siti di produzione di armamenti e il quartier generale del ministero dell’Intelligence. Parallelamente, il comando centrale statunitense ha annunciato la distruzione di un impianto di produzione di turbine per droni nella provincia di Qom. La risposta di Teheran non si è fatta attendere: i Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita e la base della quinta flotta Usa in Bahrein. Riad ha confermato l’intercettazione di un missile balistico sulla capitale, mentre un secondo ordigno sarebbe caduto in una zona disabitata. Secondo l’emittente Al-Ahd, un caccia americano sarebbe stato inoltre abbattuto in Kuwait.

Le minacce iraniane e la crisi dello Stretto di Hormuz

Il Consiglio di Difesa iraniano ha alzato ulteriormente il livello dello scontro dichiarando che qualsiasi tentativo di invasione terrestre porterà al dispiegamento di mine navali in tutte le rotte di accesso al Golfo Persico. I Pasdaran hanno aggiunto che eventuali attacchi alle centrali elettriche iraniane verranno contraccambiati con ritorsioni contro infrastrutture energetiche nemiche e dei Paesi che ospitano basi americane nella regione.

La chiusura parziale dello Stretto di Hormuz resta il nodo più critico per l’economia mondiale. Il presidente Trump e il premier britannico Starmer hanno discusso telefonicamente della necessità urgente di riaprire il passaggio al traffico marittimo. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha precisato che le restrizioni riguardano soltanto le imbarcazioni dei Paesi coinvolti nel conflitto, offrendo garanzie di transito sicuro ad altre nazioni, tra cui il Giappone. Teheran, ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana, non cerca una tregua temporanea ma una conclusione definitiva delle ostilità. Tokyo ha dal canto suo ventilato la possibilità di inviare forze di autodifesa per operazioni di sminamento nello Stretto, a patto che si raggiunga rapidamente un cessate il fuoco.

Mercati finanziari in caduta libera

L’instabilità geopolitica ha travolto i listini di tutto il mondo. In Asia, Seul ha perso il 6,5 per cento e Tokyo il 3,48 per cento, con Giappone e Corea del Sud considerati tra i Paesi più esposti alle interruzioni delle forniture energetiche. Pesantissime anche Hong Kong, Shanghai e Shenzhen. Le Borse europee hanno aperto tutte in territorio negativo, con Francoforte in calo del 2 per cento e Madrid dell’1,8 per cento. Anche i carburanti risentono della crisi: secondo i dati del Ministero delle Imprese, il prezzo medio del gasolio self service ha raggiunto oggi 1,985 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 1,722 euro.

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha espresso il proprio dolore per l’impossibilità di celebrare degnamente la Pasqua in Terra Santa, invitando i fedeli a unirsi in un rosario per la pace il prossimo 28 marzo.