Guidi, il ricatto e la ricerca di un referente. Pat Cupo – Corriere Romagna

Il problema del contante “immobile” a San Marino si fa presente proprio quando Giovannini e Purita decidono di truffare il direttore della Fincompany Marziano Guidi, “Testa grossa”, come lo chiamano loro. Guidi, prima di accettare il ricatto del finto finanziere Purita (che in un centro commerciale di Milano viene presentato al direttore di Fincompany come il capitano Silvio Morabito in grado di fermare, a pagamento, qualsiasi controllo della Finanza), dice di «doverne parlare con Gatti», come riporta lo stesso Giovannini. Chi sia «’sto Gatti», non si sa: dagli inquirenti non è stato identificato. Di certo, c’è confusione sul suo nome: «Ce ne sono un sacco a San Marino, si chiamano tutti Gatti, maledetti», esclama Purita al socio.

Ma Giovannini, una volta fatto l’accordo con Guidi e Lolli per garantire loro la finta protezione della Finanza, una soluzione per avere il contante, ce l’ha: «Guidi lavora con l’Eurocommerciale, se vogliono 100mila euro, li fanno venir fuori da sottobanco» (si legge nell’interpellanza del gip Luigi Varanelli) e consiglia ai due truffati Lolli e Guidi di andarli a prendere in una cassetta di sicurezza. In realtà, quei 100mila euro chiesti a Guidi per assicurarsi la protezione (finta) della Finanza in Italia, non li metterà mai fuori il direttore della Fincompany; per lui pagherà l’amico Giulio Lolli: «Marziano non ne ha uno (di soldi), ma sai mi favorisce nelle pratiche », riporta Giovannini, citando Lolli.(…)

L’affare non va in porto come ipotizzato. Al Direttore della Fincompany, Giovannini e il finto capitano Morabito, chiedono in tutto 180mila euro come protezione (lo chiamano il cappello) della Finanza in Italia e a San Marino. ”San Marino sono coperto” dice loro Marziano Guidi che, accetta di pagare per la metà, ossia per la protezione solo in Italia. Il passaggio di denaro avviene proprio a San Marino. Lolli, per conto dell’amico Guidi, consegna la somma di 100mila euro, soldi che il broker si nasconde sotto la camicia.(…) Corriere Romagna, Patrizia Cupo..