“Hai convinto Putin a ritirarsi?”. Calenda attacca Conte

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  • Un largo fronte atlantista, decisamente più ampio del perimetro di maggioranza, si è compattato ieri in Aula. La Camera ha approvato la mozione del centrodestra che impegna l’esecutivo a spedire armi alla resistenza ucraina per tutto il 2023. E a portare l’asticella delle spese militari al 2% del Pil entro il 2018. Il risultato è stato che nell’aula di Montecitorio sono state approvate anche le mozioni sul conflitto ucraino presentate da Pd e Terzo Polo.

    “È solo sciacallaggio”

    Carlo Calenda, che assieme al suo partito ha votato a favore della mozione dell’esecutivo, torna ad attaccare Giuseppe Conte sui social. L’ex ministro dello Sviluppo economico in un tweet riprende le parole del leader del Movimento 5 Stelle di ieri alla Camera prima del voto. E risponde piccato: “E quindi? Hai convinto Putin a ritirarsi? Perché altrimenti è solo sciacallaggio”. Al leader del Terzo polo non ha convinto l’intervento di Giuseppe Conte di ieri mattina. L’avvocato del popolo si era espresso a favore della trattativa verso una risoluzione pacifica del conflitto e aveva definito “guerrafondaia” la linea adottata sinora dal governo. E Calenda incalza l’ex premier proprio su questo punto: “Gli ucraini stanno morendo di freddo e di stenti. Eppure non vogliono arrendersi, perché a differenza tua non sono anime morte pronte ad ogni compromesso con i propri valori”. “Vergognati” conclude il leader di Azione su Twitter.

    L’isolamento del M5S

    La mozione grillina, descritta da Giuseppe Conte, non chiedeva uno stop alle armi tout court, bensì un maggiore coinvolgimento del Parlamento. Conte chiedeva infatti allo stesso esecutivo di non nascondersi e di “metterci la faccia davanti agli italiani”. Richiesta alquanto contraddittoria, dato che proprio ieri ha avuto luogo una lunga discussione in Aula a riguardo. Ha buon gioco Guido Crosetto, nel ricordare tutte le giravolte grilline. “Il governo – dice il ministro della Difesa – sta dando esecuzione a cinque decreti presi dal precedente governo il cui principale esponente era il partito di Conte. Che dovrebbe rivolgere a sé stesso le critiche”. Lo “splendido isolamento” del M5S è certificato dal voto di ieri alla Camera. Il Movimento è rimasto l’unico ormai, oltre al duo Bonelli-Frattoiani, a promuovere una linea dichiaratamente pacifista. Quel “dare voce all’anelito di pace” come l’ha definito ieri Giuseppe Conte, sembra nascondere un intento politico: presentarsi agli occhi dei cittadini come unico referente dell’opposizione, dissanguare il Pd e fare sponda con le frange anti-Usa. In poche parole: diventare la forza politica più radicale dell’arco parlamentare.


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