DDC-PATTO per discutere la nuova legge sul regolamento consiliare

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  • Ieri sera i Democratici di Centro, su richiesta della coalizione Patto per San Marino, hanno incontrato una delegazione delle forze di maggioranza per l’illustrazione del progetto di legge di riforma del regolamento consigliare.

    Il progetto di legge, redatto dal Patto, vorrebbe riorganizzare i lavori del Consiglio Grande e Generale improntandolo a criteri di efficienza e raccordando le norme vigenti con le riforme istituzionali e legge elettorale approvate negli ultimi anni.“Lodevole l’intenzione di riorganizzare il regolamento – afferma il Coordinatore dei DdC Giovanni Lonfernini – ci lascia però molto perplessi i criteri generali scelti per raggiungere questo obiettivo. Ci sono principi interessanti ma vengono anche introdotti strumenti che ci sembrano una sorta di exit strategy per aiutare la maggioranza ad affrontare un’endemica difficoltà ad avere coesione interna”.

    Lonfernini continua: “Siamo rimasti stupefatti poi quando all’interno del progetto di riforma consigliare abbiamo trovato anche il tema “giochi della sorte”, argomento tabù per questa maggioranza, per alcuni aspetti assurgerebbe il rango di argomento inserito in una legge che regola il lavoro di un parlamento”.

    La drastica riduzione del tempo a disposizione dei consiglieri, l’abolizione delle commissioni consiliari permanenti sono scelte di fondo che pesano molto nel giudizio complessivo su un progetto di legge rilevante, per il buon funzionamento dell’organo principe dell’Ordinamento Sammarinese, il Consiglio Grande e Generale.

    “Ci ha fatto piacere la disponibilità dei rappresentanti del Patto ad ascoltare le nostre osservazioni che formalizzeremo i prossimi giorni – afferma Pier Marino Mularoni Capo Gruppo DdC – tuttavia l’impressione che abbiamo avuto è che la maggioranza intenda mascherare le proprie difficoltà a reggere il dibattito consigliare, limitando drasticamente le facoltà dell’opposizione. Fa un po’ specie sentire ragionamenti simili da partiti che negli anni hanno lottato contro lo strapotere del Congresso di Stato verso il Consiglio Grande e Generale. La proposta mi è sembrata una riedizione di un vecchio progetto che qualcuno alla fine degli anni novanta tentò di imporre, senza successo, nel quale il punto saliente era la riduzione del tempo di parola. La sintesi è un bene prezioso ma francamente avere a disposizione 5’ per intervenire su un progetto di legge è una limitazione eccessiva”.

    L’abolizione delle Commissioni Consiliari è un atto rilevante proposto nel progetto di legge sul quali i Democratici di Centro hanno espresso perplessità.

    Marco Podeschi Membro del Gruppo di Coordinamento dei DdC afferma: “La riforma è in questo senso un notevole passo indietro si torna al passato adottando come giustificazione la scarsa incisività delle Commissioni Consiliari Permanenti, quando esse sono presenti in tutti gli ordinamenti istituzionali dei parlamenti e farebbero di San Marino un unicum nel quale non esistono organi tecnici permanenti composti da parlamentari. E’ evidente che un atto del genere facilita il lavoro del Governo ma oggettivamente svilisce il ruolo del Consiglio Grande e Generale. Inoltre la nota stonata del progetto è l’ aumento del compenso ai membri del Consiglio Grande e Generale, in un momento di reale difficoltà economica, Annus horribilis come l’ha definito il Segretario di Stato per le Finanze, è uno schiaffo morale ai cittadini. Il Consiglio Grande e Generale non è un’industria nella quale si misura l’efficienza degli addetti in base alla produttività, la classe politica dovrebbe forse ragionare sulla preparazione e reali motivazioni degli stessi consiglieri”.

    I Democratici di Centro auspicano che il confronto si posa allargare e che il metodo scelto dal Patto di convocare singolarmente le forze di opposizione, per presentare il progetto, possa essere superato e si possa ragionare insieme per scrivere le regole sulle quale si basa il confronto consiliare.

    “L’auspicio – conclude Lonfernini – è che le dimostrazioni di disponibilità non si riducono a mera galanteria istituzionale – ci sono temi rilevanti su i quali sarà complesso fare compromessi e su questo siamo curioso di vedere come la maggioranza intenda procedere”.