I Moderati verso la prima assemblea congressuale

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Manovre di preparazione in casa dei Moderati, che si apprestano a celebrare, il 21 maggio prossimo la loro prima Assemblea Congressuale, che sancirà il passaggio da lista a partito.

Azzerati tutti gli organismi, che erano già di Popolari e An, si ragiona sul nuovo statuto e sulla nuova composizione del partito, che si presenterà in forma unitaria, ma rappresentativa di entrambe le forze politiche.

Il direttivo, riunito martedì sera, ha approvato il programma e il titolo dell’assise. Non solo, ma ha cominciato a strutturare i gruppi di lavoro che andranno ad affiancare la nuova segreteria nell’attività e nelle iniziative politiche.

Ma soprattutto, il direttivo si è confrontato sui contenuti politici da proporre all’assemblea, sia per quanto riguarda i rapporti con le altre forze politiche, sia per la situazione che sta vivendo il Paese.

E’ su questo fronte, infatti, che si concentrano le maggiori preoccupazioni. Il segretario uscente Angela Venturini ha riferito quanto sta facendo la maggioranza per accompagnare la Repubblica in questa delicata e difficilissima fase di passaggio, che vede la trasformazione del vecchio sistema in un’economia impostata su standard internazionali.

Il problema è che si è capito troppo tardi l’obsolescenza della struttura economica e, per quanto si corra, per quanto si cerchi di tamponare le emergenze ormai praticamente quotidiane, si è sempre in ritardo. Questo ha creato fratture e resistenze. Da una parte, le oggettive difficoltà degli operatori economici, ormai segnati a dito solo per il semplice fatto di essere sammarinesi; dall’altra, la marcata ostilità di chi vorrebbe che tutto rimanesse come prima, rivendicando un’autonomia sovrana che invece deve gioco forza affermarsi su scelte che non possono più essere quelle del passato.

La protesta è alta. Ma il dato di fatto oggettivo è che bisogna cambiare. E per fare questo ci vuole il tempo. Ci saranno tempi duri, di fronte ai quali è necessario riscoprire una solidarietà nazionale non impostata sulle grida, ma sull’umiltà di rimboccarsi le maniche e su quel senso di responsabilità che viene dal lavoro – vero – e non da anacronistici, quanto futili privilegi.

I Moderati faranno la loro parte. Sempre in difesa del Paese e dei cittadini.

San Marino 12 maggio 2005

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