Più giudici hanno stabilito che:
1. Alemanno non è un mafioso;
2. Alemanno non è un corrotto;
Avevano già stabilito che Mafia Capitale non è mafia.
La Procura di Roma, la più potente d’Italia aveva stabilito che Alemanno era un sodale, anzi al servizio di Buzzi e Carminati, capi, sosteneva, sempre la Procura, di “Mafia Capitale”, aveva stabilito inoltre che Alemanno era un corrotto.
In base a tutto ciò, si è raccontato al mondo che Roma, la capitale, il luogo del Governo,
del Parlamento, della democrazia italiana, era governata dalla mafia, da una sua propria mafia.
Con il sindaco al servizio della mafia.
Uno sputtanamento globale.
Per Roma e per l’Italia.
Dopo il danno la beffa: la Raggi.
Roma travolta dalla “mafia”, portò alla crescita esponenziale dei 5 stelle e successivamente al governo della Raggi. E poi ai 5 stelle al governo in Italia.
Ancora.
I giudici dicono che Alemanno può essere indagato solo per “traffico di influenza”, cioè quel reato farlocco che ha dichiarato illegale l’attività politica.
Che i magistrati applicano solo ai politici ma non a loro stessi quando trafficano in “influenza” per le nomine dei capi delle procure e per molto altro.
Voi capite perché le procure e i 5 stelle si oppongono alla riforma della giustizia e ai referendum.
Sergio Pizzolante