I tre democristiani highlander della politica

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  • Sono i tre highlander della politica italiana: Pierferdinando Casini, Bruno Tabacci e Gianfranco Rotondi. I tre democristiani eletti all’uninominale.

    Per i primi due una sfida ancora più difficile e una vittoria ancora più importante: sono tra i pochi ad aver conquistato un collegio uninominale per il centrosinistra.

    Casini a Bologna, dove sfiorando il 41 per cento ha superato Vittorio Sgarbi fermo al 32.

    In Parlamento ininterrottamente dal 1983, quando aveva solo 27 anni, a destra o a sinistra ma sempre democristiano, questa volta ha preso il voto anche di Francesco Guccini che ha confessato di votare per lui. “E’ stata una vittoria più difficile delle altre per il clima in cui è maturata. Poi, dopo tanti anni non è semplice ripresentarsi alla gente” ha dichiarato Casini stamattina dopo il risultato: “voglio ringraziare prima di tutto i bolognesi ma anche il Pd che mi ha sostenuto perchè hanno fatto tutto con il vento contrario”.

    Chiedo a Mattarella di nominare Casini senatore a vita perchè al Senato è come una statua o un orologio” il commento dello sconfitto Sgarbi.

    Bruno Tabacci invece è l’unico eletto del partito di Di Maio, che è rimasto fuori dal parlamento. Nel collegio uninominale Milano-Loreto (bande nere) Tabacci ha battuto il vicepresidente della Camera, Andrea Mandelli, di Forza Italia, 38,4 a 35,3. Tabacci deputato dal 1991 con la Democrazia Cristiana ha ricoperto anche importanti ruoli in aziende di stato ed è attualmente sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio del governo Draghi, dopo aver provato a formare il gruppo dei responsabili per tenere in vita il Conte due. Nel 2018 prestò il simbolo a Più Europa per evitare di raccogliere le firme e nel 2022 ha fatto la stessa cosa con Di Maio, riuscendo ad essere eletto entrambe le volte.

    Prende il seggio invece a casa sua, nel collegio di Avellino, Gianfranco Rotondi, dc nel frattempo passato in Fratelli d’Italia.

    Un collegio non scontato, in cui tutte le amministrazioni sono guidate dal Pd, tant’è che durante le ore dello spoglio ha scritto: “Ho pensato a Giorgia Meloni premier prima io di lei. Stasera dovrò gioire da lontano, e me ne dispiace, ma lei condividerà la mia scelta di rimanere ad Avellino, accanto agli eroi che difendono uno dei pochi collegi incerti di questa vittoria annunciata”.

    E invece Rotondi ha vinto raccogliendo 60.662 voti pari al 32,91% contro il 30 preso dal candidato del centrosinistra il consigliere regionale Pd Maurizio Petracca. Ma soprattutto contro il vice di Conte Michele Gubitosa che in controtendenza rispetto al successo dei 5 stelle in tutta la Campania è arrivato terzo con il 26 per cento. “Sono stato richiamato qui in Irpinia per portare a termine una missione – ha detto Rotondi- e mi sembra di poter dire che la missione è compiuta .Buongiorno Irpinia. Perché inizia un nuovo giorno. La nostra provincia condivide una scelta di cambiamento nella quale intende far pesare le proprie aspettative. Cercherò di essere all’altezza di questa rappresentanza. E’ la sfida più impegnativa della mia non breve esperienza politica. Vorrò portarla avanti con gli amici che mi hanno sostenuto, e con quanti hanno espresso diversamente la propria preferenza. Mi congratulo con i candidati miei competitori, che hanno ottenuto risultati significativi, e sicuramente collaboreranno- nelle rispettive responsabilità- a un disegno di riscatto dell’Irpinia“.

    Tra i democristiani vince all’uninominale anche Antonio De Poli, attuale presidente dell’Unione di Centro, segretario Lorenzo Cesa.

    Eletto nel collegio Marche nord con il 41 per centro contro il 30 preso dall’ex segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli candidato col centrosinistra.

    Tutto passa, ma la dc è per sempre.


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