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  • Ibrahimovic tra infanzia, talento e ribellione

    (ANSA) – ROMA, 21 OTT – Non un film “su un giocatore di
    calcio ma su un ragazzino che cresce in situazioni difficili.
        Non ci siamo concentrati sulle vicende in campo ma sugli
    elementi di una classica storia di formazione”. E’ la chiave che
    il regista Jens Sjogren ha scelto per Zlatan, biopic dedicato al
    campione di calcio svedese di origini slave Zlatan Ibrahimovic,
    classe 1981, tratto da ‘Io, Ibra’ (Rizzoli), l’autobiografia
    bestseller del calciatore, che ne è autore con David
    Lagercrantz. Il film che debutta in prima mondiale alla Festa
    del Cinema di Roma, sarà in sala dall’11 novembre, distribuito
    da Universal e Lucky Red, in associazione con 3 Marys.
        Il primo placet arriva da Ibrahimovic (che si è messo a
    disposizione come consulente). Non potendo essere alla
    presentazione del film per motivi calcistici, ha mandato un
    video messaggio in cui si dice orgoglioso del lavoro del regista
    e fa i complimenti ai due giovani attori/calciatori Dominic
    Bajraktari Andersson e Granit Rushiti che “mi interpretano nei
    primi 20 anni della mia vita”. Zlatan “ha visto il film quando
    era pronto al 70% – racconta Sjogren in conferenza stampa -. Ero
    un po’ in ansia ma lui si è davvero commosso. Non avevamo
    realizzato il film pensando a doverlo rendere felice ma vederlo
    ricordare molti episodi della sua vita è stata una delle
    esperienze più belle che ho avuto da regista. E’ piaciuto anche
    ai figli e alla moglie”.
        La storia incrocia costantemente tre momenti della crescita
    umana e sul campo del protagonista. Vediamo Zlatan tra gli 11 e
    i 13 anni (Andersson), bambino ribelle nel sobborgo popolare di
    Malmo dove passa le giornate, non compreso a scuola, soggetto a
    esplosioni di rabbia e alle prese con due genitori (interpretati
    da Cedomir Glisovic e Merima Dizdarevic) a loro modo affettuosi,
    ma separati e problematici. Il calcio per il quale ha un grande
    talento, inizia a essere la dimensione che può contribuire a
    fargli trovare un’identità. Lo ritroviamo poi (con il volto
    di Granit Rushiti) 17enne poco avvezzo alla disciplina nelle
    giovanili del Malmo e 23nne in un momento chiave della sua
    carriera come giocatore (in bilico) dell’Ajax. (ANSA).
       


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