Il caffè del sabato con…..ALFREDO MANZAROLI

Al consueto caffè del sabato oggi abbiamo Alfredo Manzaroli, giovane avvocato, imprenditore di successo nel ramo parchi divertimento e consigliere- ex Psrs ora indipendente – del Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino.

Passiamo alle domande.

 

D. Buon giorno caro Alfredo, è di questi ultimi giorni la notizia della tua fuoriuscita dal PSRS e dalla coalizione di Centro Sinistra per approdare al Centro Destra tra gli indipendenti. Come mai hai fatto questa scelta? Da che cosa sei stato mosso?

R. Di getto direi la coerenza ed il modo di intendere la vita e la politica! Poiché mi sono messo in politica poco prima delle elezioni, in maniera repentina, e subito – immediatamente capita la realtà del PSD- mi sono accorto che il contesto non era affine al mio modo di vedere e di pensare. Credevo quindi che il PSRS fosse la soluzione dato che mi erano state fatte delle promesse soprattutto sul tipo di area che si sarebbe andati ad occupare e cioè l’area liberale di centro destra, alla quale  credo di non aver mai nascosto di appartenere.

Ci è stata fatta ingoiare la parola socialista all’epoca, ma ho sempre detto di non sentirmi tale; credevo che il progetto fosse valido soprattutto perché tanti giovani avrebbero potuto garantire un cambio di metodo. Ed invece con i fatti questo non è avvenuto! In questi due anni la linea politica è stata molto ondivaga e più di una volta è stata caldeggiata la possibilità di fare un grande centro-sinistra a cui, per assoluto, io non sono contrario rispettando le idee altrui, che però non sono le mie.

Credo innanzitutto che questo paese abbia bisogno prima di ogni cosa di un grande senso della Patria e di fare ritornare il cittadino ad essere orgoglioso di essere sammarinese.

Quindi legalità, cultura del lavoro e progetti lungimiranti dall’energia al turismo.

Bisogna dare tante opportunità all’inizio e poi premiare solo chi si impegna di più, chi lavora di più, garantendo comunque a tutti un’istruzione d’eccellenza e ovviamente un welfare di primo livello; quindi una cultura tipicamente di destra sociale. Molto serenamente.

Quindi quando mi sono accorto che in quel partito non c’era la volontà di approcciare l’area liberale, molto serenamente fatti gli opportuni chiarimenti e vista l’impossibilità di perseguire l’idea liberale ho fatto questo passo ed ho aperto un dialogo con l’area di cui mi sento parte. Non ho nulla da recriminare a livello umano ho mantenuto quasi con tutti ottimi rapporti.

 

D. Quindi destra laica che non vuol dire solamente PDCS!

R. No, ma ovviamente nell’area c’è anche la DC e con alcuni esponenti di questo partito ho rapporti di grande stima e amicizia vera.

Destra laica vuol dire una destra ispirata a dei valori assoluti e la Dc è invece ispirata alla dottrina sociale della Chiesa; il che non vuol dire che certi valori non collimino; per la maggior parte sono gli stessi. La Dc propone come soluzione l’aspirina io propongo l’acido acetilsalicilico; stesso principio attivo con nomi diversi.

 

D. Cosa ne pensi dell’esperienza del Governo Berlusconiano a partire dall’Italia post 92, post tangentopoli?

R. Berlusconi è un personaggio che si presta a diverse interpretazioni. Da un punto di vista comunicativo, da un punto di vista del metodo, ha avuto un effetto sicuramente dirompente tra l’Italia dei politicanti e dei politici di professione.

Il suo modo di fare è iperpragmatico, diretto,  con un’altissima capacità comunicativa molto efficace.

Penso che abbia rivoluzionato l’Italia degli ultimi anni. Poi chiaramente ci sono dei giudizi sulla persona che in questo momento non faccio in quanto non sono opportuni.

Le sue vicende personali e giudiziarie non mi riguardano e prendo ciò che di buono è nelle sue idee.

Ovvero l’idea di unire diverse anime con un’alta capacità di coinvolgimento emotivo della popolazione.

 

D. Pensi che un modello di centrodestra come quello italiano a San Marino possa riuscire a radicarsi?

R. Dico che mi piacerebbe, anche se in Italia ci sono delle condizioni molto particolari: Berlusconi in Italia ha un impero che è funzionale a mantenere delle condizioni favorevoli alla sua linea politica e alle sue alleanze.

Secondo me questo paese ha bisogno di una politica di destra sociale che sia forte e che dia di nuovo delle regole, dato che a mio parere ora c’è una forte anarchia a livello istituzionale e sociale, dove tutti quelli che hanno parassitato lo stato in tutti questi ultimi anni vogliono continuare a tenere i propri privilegi e a continuare a parassitare in pace.

Mentre la  nuova San Marino deve partire da un rinnovamento totale dell’economia ma soprattutto della cultura dell’appartenenza ad uno stato che non va parassitato ma va al contrario nutrito ognuno col suo contributo.

Chiaramente un modello sul tipo del Centro Destra italiano può essere attuato, ma la sua realizzazione dipende da molti fattori; finchè non ci sarà una vera rivoluzione a livello politico vedo difficile la sua attuazione.

Si può invece cominciare un percorso tra persone che la pensano in modo simile che porterà ad abbandonare tutti le bandiere e gli stemmi in quanto da qualche parte si deve iniziare!

Io ho iniziato!

 

D. Secondo te qual è la ricetta per uscire da questa crisi? Chi meglio di te, quale imprenditore affermato, può dirlo!

R. Dapprima mettere il paese davanti a tutto! Poi dico – da imprenditore – fare un conto economico! In questo momento le entrate sono diminuite perché la ns. economia si basava sul settore bancario per un’altissima percentuale del PIL.

Con l’attuale diminuzione delle entrate si deve per forza diminuire le uscite, il che vuol dire limitare la spesa corrente ad un livello accettabile e lavorare per far aumentare le entrate in modo veloce – nel breve periodo – ovvero trovare dei modi legali per fare cassa e nel medio-lungo periodo avere e incentivare dei progetti di sviluppo concreti.

Andare ad influire su un turismo elitario che porti ricchezza e quindi delle infrastrutture che portino ad avere una offerta ricettiva valida dato la gente si muove solo se ci sono delle attrattive e dei servizi validi. In caso contrario succede quello che sta succedendo ora!

Dare la possibilità di muovere dei capitali (ovvero imprenditori ndr) che vengono solo se c’è una burocrazia snella, cosa che non è ora, in quanto ora a San Marino la burocrazia è opprimente!

Addirittura all’imprenditore conviene aprire la sua attività in Italia in quanto è più veloce, anche se la tassazione è maggiore.

Siamo diventati più burocratizzati dell’Italia, patria della burocrazia.

Quindi nel breve periodo ci sono molti modi per far cassa senza fare cose illegali e non condivise ad ampio spettro; l’importante è essere decisionisti. Perché prendere delle decisioni vuol dire anche andare incontro a degli errori ma chi non prova non sbaglia mai e non produce mai niente.

Noi dobbiamo produrre e cominciare ad affrontare la politica in modo pragmatico, quindi è giusto che chi fa politica non lo faccia come unico mestiere, deve esserci un contatto continuo con la realtà e le esigenze contingenti dei cittadini.