Il centrodestra contro il blitz. “Scavalcato il Parlamento”

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  • Non bastava la proroga dello stato d’emergenza Covid, dentro c’è anche la sorpresa sui servizi segreti. E per il centrodestra è davvero troppo. «È gravissimo che con il favore delle tenebre il governo modifichi la legge sulla nomina dei direttori dei servizi segreti, senza darne comunicazione alcuna», protesta Giorgia Meloni.

    Per la leader di FdI, se l’avesse un governo di destra si sarebbe gridato al «golpe».

    Invece, insiste, senza clamore il premier Giuseppe Conte non informa il parlamento, quando illustra i contenuti del decreto legge, nè la risoluzione della maggioranza approvata dalle Camere cita la riforma, non vengono avvertiti i componenti del Copasir e tace anche il comunicato di Palazzo Chigi sul decreto approvato nella notte dal Consiglio dei ministri.

    Il centrodestra insiste molto sul ruolo centrale del parlamento e sul necessario confronto tra governo e opposizione. In un’intervista a La Verità, nella quale ripete il suo no ad un governo di unità nazionale, Silvio Berlusconi non vuole parlare di deriva liberticida per l’allungamento del periodo di emergenza, ma spiega: «Siamo semplicemente di fronte a una maggioranza così confusa e lacerata al proprio interno da cercare di evitare in ogni modo i passaggi parlamentari. Un piccolo espediente, non un grande disegno, ma comunque inaccettabile in una democrazia rappresentativa. Il parlamento è il luogo della sovranità popolare, senza parlamento non c’è democrazia».

    Solo pochi giorni fa, alla cerimonia del Ventaglio, è stata la presidente del Senato Elisabetta Casellati a criticare la proroga dello stato d’emergenza e a prendere posizione contro «un uso eccessivo» dei Dcpm, i decreti del presidente del Consiglio, durante il periodo di emergenza del coronavirus. Per la seconda carica dello Stato, «è una questione di metodo democratico, i dcpm sono stati emanati senza preventiva e dovuta consultazione con un voto del parlamento».

    E ora c’è anche il «blitz» del governo, come lo definisce l’azzurra Anna Maria Bernini, sulla riforma dei servizi segreti e il prolungamento dei vertici per altri 4 anni: «Rappresenta – dice- l’ennesima forzatura di cui Conte deve dare subito una spiegazione convincente». La presidente dei senatori di Forza Italia attacca il «governo dei misteri: non solo rifiuta di desecretare gli atti del Comitato tecnico scientifico, ma interviene surrettiziamente sugli 007 con una spregiudicatezza che definire preoccupante è un eufemismo».

    Tra quelli del Copasir a cui il metodo non è piaciuto c’è il vicepresidente Adolfo Urso, di FdI. Dice chiaramente che si è «violato il rapporto di leale collaborazione tra le istituzioni, tra governo e parlamento» e l’esecutivo deve ora «modificare la norma, ripristinando lo spirito della legge 124 del 2007, che era ben altro».

    Anche la vicepresidente del gruppo azzurro al Senato, Licia Ronzulli, sostiene che «una riforma così importante e delicata che riguarda la sicurezza della Repubblica avrebbe dovuto coinvolgere anche l’opposizione» e dà voce ai dubbi dell’opposizione su che cos’altro il governo ha tenuto nascosto circa la proroga dello stato d’emergenza. «Conte – chiede – torni subito in Parlamento e chiarisca».


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