Il flop del reddito dei 5S

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Ad oggi dei 704mila beneficiari solo 200mila sono stati chiamati per essere inseriti nel mercato del lavoro.

Gli effetti del Reddito di cittadinanza tardano ad arrivare, e i numeri, ad oggi, non sono per nulla incoraggianti.

Degli oltre 704mila beneficiari della misura fortemente voluta dal precedente governo Lega-M5S, solo 201mila sono stati chiamati per essere ricollocati nel mercato del lavoro; si tratta di meno del 30% e i dati peggiorano se ci si riferisce a coloro i quali hanno sottoscritto, nei centri per l’Impiego, i “patti per il lavoro“, seconda fase in cui vengono specificate le competenze delle persone che hanno richiesto il RdC, al fine di proporre le tre offerte di lavoro congrue di cui una dove essere accettata.

I dati arrivano a conclusione del vertice di ieri sera con il ministro del Lavoro Catalfo e provengono da Cristina Grieco, assessore al Lavoro della Toscana e coordinatrice della Commissione lavoro della Conferenza delle regioni e delle province autonome. Dall’estate scorsa alcune regioni hanno iniziato ad utilizzare parte dei quasi 3000 nagivator che hanno passato le selezioni del concorso indetto dall’Anpal, e che dovrebbero migliorare le attività dei centri per l’impiego nella ricerca. Resta l’incognita, però, di una “data unica” per poter applicare le sanzioni previste dalla legge, nei confronti dei beneficiari convocato che non si presentano all’appuntamento per la sottoscrizione del “patto” senza un giustificato motivo.

Sul RdC interviene anche l’Inps. Secondo quanto emerge dall’Osservatorio statistico sul reddito/pensione di Cittadinanza diffuso oggi dall’Istituto pensionistico, Inps, l’importo medio del Reddito cittadinanza ammonta a 482 euro e a settembre risultano in pagamento 62 mila prestazioni di Rei; il picco massimo di pagamenti è stato raggiunto a dicembre 2018 con 360 mila beneficiari e un importo medio mensile di 281 euro.

I dati si basano sulle domande trasmesse all’Istituto dai Caf, dai Patronati e dalle Poste Italiane e dalla proiezioni risultano aver percepito almeno una mensilità 508 mila nuclei familiari, coinvolgendo 1,4 milioni di persone e con un importo medio mensile di 293 euro.

Per quanto riguarda il mese di settembre le prestazioni di Reddito di cittadinanza in pagamento sono state 892 mila a fronte di 982 mila nuclei beneficiari con almeno un pagamento dall’inizio dell’erogazione della prestazione. Tale differenza, pari a 90 mila nuclei, è in parte imputabile, come già visto in precedenza, alle domande decadute che ricoprono il 43% dei pagamenti mancanti; un ulteriore 42% è costituito da nuclei le cui domande sono state accolte ma sono in attesa del Decreto ministeriale attuativo per la definizione degli Stati non comunitari per i quali integrare la documentazione; infine il restante 15% è rappresentato dai nuclei che sono in attesa di pagamento per motivi amministrativi. Il Giornale.it

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