IL GIUDICE MILLO, COINVOLGE SAN MARINO IN UNO SCONTRO CHE LE E’ ESTRANEO. L’on.Bernardini chiede indagine sul suo doppio ruolo in Italia e San Marino – La Tribuna

La Repubblica di San Marino coinvolta in uno scontro delicatissimo che riguarda la tutela dei minori.

E’ scontro aperto fra Maurizio Millo e il giudice Francesco Morcavallo che denuncia: “Il tribunale dei minori (presieduto da Millo) è simile a quelli della Corea del Nord”. L’on.le Bernardini chiede indagine sul doppio ruolo di Millo in Italia e San Marino.

IL GIUDICE MILLO, COINVOLGE SAN MARINO IN UNO SCONTRO CHE LE E’ ESTRANEO. L’ON. BERNARDINI CHIEDE INDAGINE SU DOPPIO RUOLO DI MILLO TRA SAN MARINO E ITALIA   – La Tribuna

Il rapporto fra l’associazione Adiantum (un’associazione che riunisce tutte le organizzazioni per la tutela dei minori) e il presidente del Tribunale dei Minori, Maurizio Millo non è dei migliori. A dividerli l’impostazione che il magistrato tende a dare alle cause che riguardano i figli di famiglie difficili, i cui genitori manifestano problemi nell’esercizio della patria potestà. La posizione del presidente del Tribunale appare perentoria nel determinare l’affidamento dei minori ai servizi sociali, sottraendoli ai genitori ed è per questo entrato spesso in contrasto con visioni diverse maturate anche all’interno dello stesso tribunale. Due giudici minorili, Francesco Morcavallo e Guido Stanzani, hanno manifestato aperte opposizioni alle decisioni di Millo che, tramite il Csm, è riuscito a farli trasferire in un’altra città.

Il contrasto del magistrato finito per il suo atteggiamento atteggiamento sulle pagine dei giornali, tocca la Repubblica di San Marino, perchè Maurizio Millo è membro del Collegio dei Garanti della Costituzionalità delle norme.

Questo aspetto non è sfuggito ai parlamentari radicali guidati dall’On.le Rita Bernardini, che hanno colto la doppia funzione, per rivolgere al governo italiano una lunga interrogazione tesa a mettere in discussione l’atteggiamento ‘perentorio’ di Millo nei confronti dei minori, ma anche il suo ruolo esercitato a San Marino.

Così i deputati redicali hanno chiesto “se corrisponda al vero che il dott. Maurizio Millo sia anche membro del Collegio Garante della Repubblica di San Marino e” – citando una denuncia pubblicata dal sito Giornale. sm – “se lo stesso abbia mai usato il fax del Tribunale dei minori di Bologna al fine di inviare sentenze e provvedimenti al Supremo organo giurisdizionale della Repubblica di San Marino così utilizzando strumenti e risorse pubbliche per soddisfare esigenze proprie del suo ruolo di Giudice a San Marino e, in tal caso, se non ritenga di promuovere, con sollecitudine, l’azione disciplinare nei confronti del medesimo magistrato ai sensi dell’articolo 107 della Costituzione”.

La questione si aggrava in quanto ora la responsabile della sezione di Bagnacavallo dell’associazione “Gesef” (Genitori separati dai figli) ha presentato al comando locale della guardia di finanza un esposto per denunciare gli atti del magistrato. Non solo.

La decisone con la quale il Csm ha trasferito i due giudici Morcavallo e Stanzani, è stata aspramente sconfessata dalla Corte di Cassazione, annullando il trasferimento e bachettando il Csm per non avere ascoltato le ragioni del giudice Morcavallo che aveva denunciato gravi abusi quali: “Affidamenti di bambini scarsamente motivati, provvedimenti provvisori prorogati all’infinito, un completo appiattimento del Tribunale sulle relazioni dei servizi sociali”.

Insomma sia dalla politica che dai mezzi di informazione San Marino viene posto in mezzo ad una questione delicatissima che riguarda il rapporto che le istituzioni hanno nella tutela dei bambini. Morcavallo, considerato il giudice dei bambini, in un momento particolarmente accalorato riferendosi a Millo ha definito quello di Bologna un ‘Tribunale da Corea del Nord’. L’apice dello scontro fra Morcavallo e Millo si è toccato per il caso del piccolo Devid, il neonato morto di freddo nel gennaio 2011 in Piazza Maggiore a Bologna.

Morcavallo non voleva togliere la patria potestà ai genitori, visto che gli altri figli della coppia erano già collocati in una struttura protetta. Millo invece ha voluto il pugno duro e, in alcune fasi, ha gestito in prima persona il fascicolo al posto di Morcavallo. LA TRIBUNA