Come gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna esprimiamo grande indignazione per le notizie non veritiere che sono state diffuse dopo l’abbattimento di 9 pini del viale Romagna a Lido di Savio, a causa del progetto “Parco Marittimo”.
È stato scritto che i tecnici del Comune li avevano giudicati pericolosi. La notizia è destituita di qualsiasi fondamento: i 9 pini abbattuti erano sanissimi, come confermato dai tecnici per conto dei cittadini, e non sono mai stati sottoposti ad alcuna valutazione da parte del Comune di Ravenna. Il Comune e la testata coinvolta dovrebbero doverosamente rettificare. Le motoseghe di Deltambiente hanno lavorato incessanti tutta la mattina per riuscire ad abbatterli. Uno di loro presentava una circonferenza del fusto di oltre due metri ed erano tutti in ottima salute e perfettamente dritti.
Perché dunque sono stati abbattuti, se non pericolosi? Perché il Comune di Ravenna, abbandonati i toni fintamente dialoganti degli ultimi mesi, fallita la costosa farsa delle prove di trazione coi coefficienti non rispondenti allo stato dei luoghi, ora tira dritto ed esegue alla lettera lo scellerato progetto “Parco Marittimo”: soldi a pioggia presi in prestito dall’Europa per abbattere alberi sani e privare la località di servizi ecosistemici pari a 200 mila euro/anno.
Un progetto irrazionale e antieconomico di bruttezza inaudita che ha sfigurato il lido: una sconcia cartolina che nessuno utilizzerà per promuovere la località, devastata dalla brutale messa a nudo della triste edificazione intensiva anni 60/70 del suo viale principale.
Leggere finte motivazioni, che si aggiungono alle finte ordinanze e ai vari mezzucci messi in atto dal Comune e da squallidi personaggi pur di coprire la vergognosa vicenda presso l’opinione pubblica ed arrivare ad abbattere ad ogni costo, aggiunge sdegno al rammarico di aver lottato invano per preservare il decoro, la salute, la biodiversità di un Lido il cui viale alberato cinquantennale era il principale vanto. 30 pini restano ancora in piedi: il gruppo sta cercando di comprendere il loro destino, che il Comune tiene ben nascosto senza pubblicare nulla, anche se non sembrano esserci molti dubbi.













