Il Ministro dell’Economia TREMONTI non può essere solo un notaio..di Publio Fiori

Ecco l’articolo arrivato quest’oggi da Roma, dell’amico (del giornale.sm) Publio Fiori.

“La politica deve sconfiggere i numeri con scelte forti come la patrimoniale sulle grandi ricchezze, la Robin tax, l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e dell’editoria, l’eliminazione dei privilegi fiscali alle banche”. Lo dichiara in una nota Publio Fiori, presidente della Federazione dei Democratici Cristiani, commentando le dichiarazioni di Giulio Tremonti da Cernobbio. “Se non si ha il coraggio di fare una politica di bilancio con scelte forti e coraggiose – aggiunge Fiori – non si trovano le risorse necessarie per abbattere il deficit, per aiutare le famiglie, per la riforma della scuola e per la realizzazione di tutti i diritti riconosciuti dalla Carta Costituzionale. Senza scelte non c’è politica e vincono i numeri che rappresentano lo status quo dei privilegi e delle ingiustizie. Il ministro dell’Economia non può essere un notaio che si limita a prendere atto della situazione. Troppo semplice, troppo facile, troppo comodo. Al contrario deve fare una graduatoria delle esigenze”. Adnk – Conti pubblici: Fiori (FDC) a Tremonti, numeri non vengono prima della politica Roma, 17 ott. – «Se non si ha il coraggio di fare una politica di bilancio con scelte forti e coraggiose non si trovano le risorse necessarie per abbattere il deficit, per aiutare le famiglie, per la riforma della scuola e per la realizzazione di tutti i diritti riconosciuti dalla Carta costituzionale. Senza scelte non c’è politica e vincono i numeri che rappresentano lo status quo dei privilegi e delle ingiustizie». Lo ha dichiarato Publio Fiori, presidente della Federazione dei democratici cristiani in risposta a quanto affermato dal ministro Tremonti. «Il ministro dell’Economia non può essere un notaio che si limita a prendere atto della situazione. Troppo semplice, troppo facile, troppo comodo. Al contrario -ha continuato Fiori- deve fare una graduatoria delle esigenze. Gli strumenti ci sono non dobbiamo aggiungere nulla di nuovo: la patrimoniale sulle grandi ricchezze, la tobin tax sulle transazioni finanziarie e l’abolizione dei finanziamenti pubblici e dei privilegi f! iscali a partiti, giornali, e banche. Se non fa nulla vuol dire che condivide l’attuale situazione e se ne assume la responsabilità». «Non è vero -ha concluso Fiori- che i numeri vengono prima della politica; al contrario i diritti naturali e costituzionali debbono essere rispettati prioritariamente e quindi la politica ha il dovere di fare scelte che consentano la loro realizzazione. Chiedo a Tremonti: sono più importanti i cittadini in stato di bisogno, le famiglie numerose monoreddito, i disoccupati, la scuola, la ricerca, i pensionati, i diritti all’abitazione e alla salute, il progresso o i partiti, i giornali e le banche?»

inviato da Publio Fiori a Marco Severini il 20.10.2010 alle ore 16.22