Vedere il Segretario all’Informazione con il Presidente dell’Ordine italiano dei giornalisti è stato impagabile.
Soprattutto perché Podeschi rappresenta quella maggioranza e governo che non invitano i giornalisti non allineati alle conferenze stampa, né inviano loro comunicati. Per non parlare poi delle sponsorizzazioni! Basterebbe “solo” questo per quafili care i “trasparenti”, visto che mai nessuno era arrivato a tanto, forse nel Ventennio, ma non ne siamo sicuri.
Ma c’è di più. Molto di più.
Si potrebbe parlare della becera strumentalizzazione delle Alte parole della Reggenza – peraltro completamente condivisibili – adoperate da quelli di Adesso.sm per non parlare del Caso Titoli e fare nta che quell’ordinanza non fosse mai stata scritta.
Eppure sta lì. E dice tante cose. Smettiamola di raccontare fandonie: ormai nessuno crede più alla “balle” che quotidianamente vengono messe in circolo dai “guru” della comunicazione.
Invece di fare mea culpa, di ammettere le responsabilità, assistiamo a un teatrino ignobile, dove ancora si cerca di scaricare le responsabilità su chi c’era prima (che sono sempre loro peraltro!)
I “buchi”, i problemi al bilancio, sono stati creati dalle scellerate politiche economiche dell’attuale governo. E per non rischiare il default, dovranno aprire il borsello i sammarinesi a suon di patrimoniali e col riscorso al debito e alla svendita degli Npl. Capito come funziona?
Loro sbagliano, voi ci mettete gli euro. Alla faccia del nuovo corso! Esageriamo? Siamo di parte? Chiedetevi allora perché siete riusciti ad unire il “diavolo” e “l’acqua santa”, imprenditori, categorie e sindacati.
Tutti quanti pronti a puntare il dito sui nulli risultati, anzi sui disastri inanellati in questi due anni (in attesa di un nuovo, imminente, sciopero generale). Invece di fare mea culpa, di ammettere le responsabilità, assistiamo a un teatrino ignobile, dove ancora si cerca di scaricare le responsabilità su chi c’era prima (che sono sempre loro peraltro!).
Ultimissimo inciso dedicato in particolare modo a quelli di Ap, loro che sono da sempre giustizialisti e moralisti della prima ora. Oggi scopriamo (peraltro ne siamo contenti) che una ordinanza non è una sentenza de definitiva.
Al solito due pesi e due misure, visto che per tutti gli altri il solo finire nelle carte di un Tribunale rappresenta un marchio a vita. Come cambiano i punti di vista!
Il consiglio è sempre il solito che scriviamo da quando sono stati resi noti dalla libera stampa i contenuti dell’inchiesta portata avanti dal Giudice Morsiani: andate a casa prima che siano quelle stesse carte giudiziarie a sbattervi fuori dall’Aula.
Avremo tempo nel futuro prossimo di parlare di “questione morale”…
La RepubblicaSM