Il Patto compie un anno di vita. L’ultimo?

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Mentre il Patto prepara i festeggiamenti in pompa magna per il primo anno di governo si rincorrono sempre più le voci di un rimescolamento delle carte per la seconda metà del 2010. Sempre più probabile (manca solo l’ufficializzazione) la rottura della Lista della Libertà, con il Nuovo Partito Socialista destinato all’unificazione con il PSRS e un ritorno al timone di vecchi guerrieri del passato.

    Otto forze politiche, provenienti da esperienze diverse, che hanno trovato impulso comune nella necessità di dare a San Marino un governo stabile, in grado di affrontare le maxi emergenze che lo stavano opprimendo. E mai previsione fu così veritiera, perché in capo alla maggioranza sono arrivate tante preoccupazioni, molte delle quali per nulla prevedibili, e comunque diretta conseguenza dei ritardi accumulati.
    Cos’è che tiene unite queste forze, riunite poi in quattro liste?
    Cosa significa far crescere un progetto politico di coalizione?
    Qual è oggi il compito della politica?
    Quali energie bisogna mettere in campo per riportare fiducia nella gente?
    Su questi interrogativi si misureranno gli organismi di partito che, in concomitanza con lo scadere del primo anno dalle elezioni del novembre 2008, si troveranno tutti insieme per ragionare sul presente. Ma soprattutto sul futuro. L’appuntamento fissato per il 14 novembre prossimi, dalle 15 alle 19, nella sala riunioni dell’hotel Ixò, a Dogana.
    Una vera e propria convocazione degli stati generali, alla cui organizzazione l’esecutivo del Patto ha dedicato la consueta seduta del lunedì mattina.
    Un’occasione troppo importante per non aggiungere, al ragionamento politico, anche una profonda riflessione sul futuro del Paese.
    Cosa vogliamo fare di questa San Marino, il cui sistema chiede oggi quei cambiamenti di cui nessuno si è mai voluto fare carico?
    Quali sono le prospettive di un piccolo Stato, che, almeno nelle critiche, tutti trattano come i grandi  Stati? Abbiamo risorse, potenzialità, uomini e progetti per diventare davvero un “grande Stato?”
    Siamo in grado di affrontare le sfide dell’internazionalizzazione? In altre parole, guardare oltre i confini dell’Italia, avviare rapporti di interscambio, attirare investimenti? Siamo in grado di produrre norme avanzate, cioè riconoscibili anche da altri Paesi?
    Il nostro sistema è adeguato a favorire la libera impresa, i servizi, le nuove professionalità dei nostri giovani, in un quadro di regole certe e trasparenti?
    A fare gli onori di casa, il pomeriggio del 14, i rappresentanti dei partiti del Patto. Quindi il dibattito, aperto a tutti i quadri. Membri di governo, Consiglieri, Segretari di partito alla pari con gli aderenti. Perché anche questo è un modo di cambiare la concezione della politica.