Il piano per fermare i contagi: i militari a presidiare le piazze

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  • La possibilità di usare i militari per presidiare le piazze, lo stop alle attività sportive di contatto, compreso il calcetto tra amici, l’eventualità di attuare restrizioni alla movida, anche parziali e solo in alcuni giorni della settimana. Queste sono soltanto alcune delle linee guida che il Viminale ha inviato ai prefetti in merito alle nuove restrizioni varate dal governo per limitare la diffusione del coronavirus.

    La chiusura di strade e piazze

    Il capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, ha spedito ai prefetti una circolare contenente precise indicazioni riguardo le misure contenute nel Dpcm 18 ottobre 2020. Innanzitutto la chiusura di strade e piazze nei centri urbani richiederà “la più ampia concertazione e collaborazione tra sindaco e prefetto“, da esplicare “in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica” ed eventualmente estesa anche alla presenza dei responsabili delle strutture di prevenzione sanitaria territoriali.

    Sarà inoltre possibile, per un “principio di proporzionalità e adeguatezza” valutare l’opportunità di chiudere strade e vie nei centri urbani “solo in determinati giorni della settimana“, limitando le restrizioni “a quelli caratterizzati da un più intenso afflusso di persone“. Non solo: il provvedimento potrà anche disporre “una chiusura parziale delle strade o delle piazze“, restringendo quindi l’accesso “senza interdirlo totalmente“, con il contingentamento degli ingressi.

    È stato infine rimarcato che, in considerazione del fatto che la disposizione prevede che venga consentito comunque il libero accesso a esercizi commerciali e ad abitazioni private – e il conseguente deflusso – “la chiusura di vie e piazze dei centri urbani” sia tempestivamente anticipata, da parte dell’autorità comunale, con adeguati mezzi comunicativi, “sia alle associazioni di categoria, sia alla cittadinanza interessata“.

    L’uso dei militari

    Al fine di conseguire gli obiettivi del Dpcm, e presidiare i luoghi interdetti alla circolazione totale o parziale dei cittadini, potranno essere chiamati in causa i militari. Nella circolare, infatti, si legge che l’attuazione dei provvedimenti di chiusura di vie e piazze nei centri urbani “potrà beneficiare del concorso di unità militari, laddove presenti nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, anche all’esito di una rimodulazione del piano d’impiego delle forze già in disponibilità“.

    Per quanto riguarda la definizione “della forza pubblica“, da impiegare nell’espletamento dei servizi, sarà oggetto di “apposita riunione tecnica di coordinamento” che i questori organizzeranno con le forze dell’ordine e gli altri attori della sicurezza territoriale, “anche ai fini dell’individuazione delle aliquote di polizia locale che integreranno il dispositivo“.

    Oltre alle chiusure di strade e piazze, nella circolare si chiariscono altri punti, tra cui il divieto di praticare attività sportiva di contatto e il via libera ad allenamenti individuali dal calcio alle arti marziali. Semaforo verde per le “riunioni private in presenza“, anche se – si legge ancora nel testo – è fortemente consigliato farle “da remoto“.



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