Il Presidente Napolitano a L’Aquila

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  • Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato alla scuola Allievi Ispettori della Guardia di Finanza de L’Aquila dove da giorni si è insediata la centrale operativa della Protezione Civile.

    Il Capo dello Stato ha reso omaggio alle vittime del terremoto nell’autorimessa adibita a obitorio. Napolitano è entrato da solo nel grande hangar nel quale sono allineate le bare. Ha trovato un sacerdote e alcuni scout in preghiera. Si è soffermato in raccoglimento, osservando quel terribile spettacolo di morte.

    Il Presidente ha osservato con particolare commozione le bare bianche, quelle dei bambini e dei ragazzi. E’ stato colpito da una bara sulla quale ne era posata una piccola bianca. All’uscita, visibilmente provato dall’esperienza ha incontrato i familiari delle vittime, ascoltando le loro storie.  Tutti ci tenevano a raccontare la loro. Una coppia di anziani si e’ presentata a lui stringendo forte un ragazzo e dicendo: ‘’Presidente, solo questo ci è rimasto’’.

    Subito Il Presidente dopo ha incontrato il Capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l’Arcivescovo della città monsignor Giuseppe Molinari.

    ‘’Sono qui per dovere, per sentimento e anche per ringraziarvi per tutto quello che state facendo’’, ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a un gruppo di vigili del fuoco nella Scuola della Guardia di Finanza che ospita il quartier generale della Protezione civile per le operazioni a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. ’’E’ uno sforzo – ha aggiunto il Presidente della Repubblica – di efficienza e di generosità straordinari nell’ambito delle organizzazioni dello Stato e della mobilitazione dei cittadini’’.

    Napolitano ha sostato anche davanti alla casa dello studente per effettuare una ricognizione di uno dei luoghi simbolo della tragedia che ha colpito il capoluogo abruzzese. Al termine della visita della casa dello studente il presidente Giorgio Napolitano è uscito dall’Aquila per raggiungere Onna. Si tratta del borgo dche con 39 vittime su un’ottantina di abitanti, è il simbolo della tragedia del terremoto abruzzese.

     

    A ONNA

    Striglia i giornalisti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quando il capo dello Stato arriva a Onna viene letteralmente attorniato da decine di fotografi e giornalisti e lui non usa mezze parole: “Non sono venuto qui per farmi fotografare, avete fatto le foto, fatevi da parte…”.

    Un anziano sopravvissuto con voce commossa ha detto: ‘’Non dimenticatevi di noi, Presidente, non dimenticateci…’’. Il Capo dello Stato si è trattenuto una quindicina di minuti, visitando la tendopoli allestita per gli sfollati dalla Protezione civile e incontrando brevemente un gruppo di terremotati. Il presidente Napolitano ha ascoltato le loro richieste, ha stretto mani e ha avuto parole di conforto per gli abitanti del piccolo borgo. A lui si sono rivolti in particolare il medico del paese ed una religiosa che hanno illustrato a Napolitano alcune delle richieste della popolazione.

     

    A SAN DEMETRIO NE’ VESTINI

    Napolitano si è recato anche nella tendopoli di San Demetrio Nè Vestini, entrambe a pochi decine di chilometri dal capoluogo. La tendopoli di San Demetrio, è una delle più vaste allestite per ricoverare gli sfollati: una schiera di 50 tende blu della Protezione civile, che occupano tutto il campo di calcio locale e che danno alloggio a circa 600 persone.

    Toccante lo sfogo di una signora, che ha detto al Presidente: “Stiamo male, siamo senza casa e non sappiamo dove andare”, ricevendo un affettuoso rimbrotto dalla nipote: “Zia, il Presidente queste cose le sa già”. Ha chiuso il discorso Napolitano, con una carezza e un comprensivo “uno si deve pure sfogare in certi momenti”.

    Infine, l’applauso al Capo dello Stato da parte soprattutto dei volontari e degli operatori che prestano assistenza agli sfollati, con una particolare per gli alpini, salutati calorosamente da Napolitano con un “voi siete sempre bravissimi”.

    DA QUOTIDIANO.NET