Il ponte di solidarietà e cooperazione tra l’Emilia-Romagna e il Camerun si rafforza con una nuova tappa fondamentale. Il progetto di cooperazione internazionale L.O.C.O. (Camerun – Lavoro – Opportunità – Orientamento) ha ufficialmente avviato le proprie attività di formazione in cucito a Yaoundé 4 – Ekounou, capitale politica del Paese africano.
Come annunciato in una nota da Charles Tchameni Tchienga, presidente dell’ODV “Il Terzo Mondo” di Ravenna, l’iniziativa si sposta nella capitale dopo i risultati positivi ottenuti nel Comune distrettuale di Douala 5. Il progetto è sostenuto da un’importante rete istituzionale italiana: l’iniziativa è infatti interamente finanziata dalla Regione Emilia-Romagna, con il contributo determinante del Comune di Ravenna e della società civile ravennate.
L’obiettivo dell’intervento è fornire competenze pratiche e strumenti di emancipazione a donne sfollate interne e in condizioni di particolare vulnerabilità. Durante la prima giornata del corso, alla presenza del dottor Alexis Djatao, presidente dell’Association de Volontariat Le Tiers Monde Cameroun (partner locale del progetto), sono stati distribuiti gratuitamente alle partecipanti i kit completi con tutto il materiale necessario per affrontare un percorso formativo intensivo della durata di due settimane.
“Questa iniziativa mira a promuovere l’autonomia delle donne, incoraggiandole a collaborare tra loro per dare vita a nuove imprese sociali”, ha spiegato Charles Tchameni Tchienga, sottolineando come la formazione non sia fine a se stessa, ma orientata alla creazione di opportunità lavorative stabili. Al termine del ciclo di lezioni, tutte le partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione che certificherà le competenze acquisite nel settore del cucito e dell’artigianato.
Il progetto L.O.C.O. si conferma così un modello di cooperazione decentrata che vede il territorio di Ravenna protagonista nel sostegno allo sviluppo sociale ed economico del Camerun. Attraverso il trasferimento di competenze e il sostegno materiale, l’iniziativa punta a costruire un futuro di dignità e indipendenza per le donne locali, trasformando la vulnerabilità in una nuova spinta verso l’autoimprenditorialità sociale.












