La Repubblica del Titano potrebbe veder sfumare una delle sue entrate economiche più formidabili. Gli organizzatori, stanchi dell’insensibilità politica e dell’eccessiva burocrazia, valutano seriamente offerte dall’Italia e dall’estero.
San Marino rischia davvero di dire addio al Rallylegend, l’evento motoristico che ogni anno porta sul Titano decine di migliaia di appassionati, trasformando la Repubblica nel centro nevralgico del motorsport internazionale. La causa di questa possibile e clamorosa rottura? Un mix letale di burocrazia asfissiante, mancati investimenti in sicurezza e, soprattutto, un’insensibilità politica culminata in un recente decreto-legge che ha fatto traboccare il vaso.
Gli organizzatori della kermesse sono stati chiari: ‘‘se l’evento deve trasformarsi in un percorso a ostacoli burocratico, dominato da divieti eccessivi che snaturano il clima di festa del rally, le alternative non mancano. Sul tavolo ci sono già numerose e allettanti offerte per trasferire il Rallylegend in altre località in Italia o all’estero, pronte ad accogliere a braccia aperte un indotto economico spaventoso.”
Il “Decreto-Legge” della discordia: cosa prevede
A scatenare i malumori più recenti è l’infografica diffusa dalla Segreteria Interni per l’edizione 2026, in programma dall’8 all’11 ottobre. Il “Decreto-Legge con misure straordinarie per ordine e sicurezza pubblica” impone una stretta severissima su quello che storicamente è sempre stato il contorno goliardico e festoso della gara.
Analizzando il documento, le restrizioni sono pesanti e accompagnate da sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 2.000 euro per le violazioni.
Stop all’Alcol: È vietata la vendita e il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 21:00 alle 3:00 del mattino. Il divieto si estende in un raggio di 500 metri dalle aree interessate dalla manifestazione (come se fosse impossibile portare le bottiglie di superalcomici dopo averle comperate in un supermercato” ndr)
Divieto di contenitori rigidi: Non si potranno introdurre o utilizzare bottiglie, borracce e recipienti in vetro o metallo.
Stop a materiali pericolosi e rumori: Tolleranza zero per petardi, fuochi d’artificio e articoli pirotecnici.
Inoltre, in un colpo solo viene spazzata via una delle “tradizioni” più rumorose del pubblico dei rally: è fatto divieto di introdurre e utilizzare motoseghe o dispositivi a motore (anche modificati o privi di parti funzionali) usati per produrre rumore.
Il cortocircuito: meno festa, meno pubblico
La questione centrale, sollevata a gran voce, riguarda proprio il divieto legato all’alcol dopo i fatti dello scorso anno. Imporre uno stop alla vendita e al consumo dalle 21:00 in poi significa colpire il cuore dell’intrattenimento serale. Il ragionamento è semplice e pragmatico: se proibisci alla gente di bere una birra in compagnia (gli organizzatori vorrebbero la liberalizzazione del consumo di alcolici sotto i 5 gradi ndr) mentre assiste allo spettacolo, il pubblico semplicemente non resta. Chi partecipa a questi eventi cerca l’adrenalina dei motori ma anche la convivialità. Senza la possibilità di consumare bevande, gli appassionati si sposteranno altrove o, peggio, diserteranno l’evento.
Un colpo mortale per l’economia locale
Se il Rallylegend dovesse davvero fare le valigie, a pagarne le conseguenze non sarebbero solo i tifosi, ma in primis gli esercenti sammarinesi. L’evento rappresenta un’entrata formidabile per alberghi, ristoranti, bar e negozi della Repubblica. In un periodo storico in cui ogni risorsa è preziosa, gli incassi garantiti da quei quattro giorni di ottobre fanno immensamente comodo all’economia locale.
Privare gli esercenti di questa boccata d’ossigeno per inseguire una linea politica di estremo rigore, senza investire nella sicurezza, rischia di rivelarsi un autogol clamoroso.
La politica è ora chiamata a una riflessione: vale la pena sacrificare un evento di portata mondiale, con il suo indotto vitale, sull’altare di una burocrazia inflessibile? Il tempo stringe, e le sirene dall’Italia e dall’estero per il Rallylegend suonano sempre più forti.
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