“Il Sistema condiziona la politica italiana e contraddisce i cardini dello s tato di diritto. Ora una riforma per il giusto processo”.

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  • Presidente Berlusconi, Il libro Il Sistema racconta un’Italia sconosciuta al grande pubblico. A lei che effetto ha fatto leggerlo, immaginava che la rete da lei stesso più volte denunciata fosse così estesa e profonda?

    «Non mi ha stupito, proprio perché da molti anni ho subíto e denunciato le infiltrazioni ideologiche e le opacità del sistema di potere che caratterizzano una parte della magistratura, alcune procure e i vertici delle correnti organizzate. Però fa molta impressione leggere queste stesse cose denunciate da chi ne è stato protagonista. L’ottimo libro-intervista che Lei, direttore, ha scritto con il giudice Palamara mette in luce un sistema che contraddice i cardini stessi dello stato di diritto, la terzietà della magistratura e la separazione dei poteri su cui si fondano le società liberali. Tutto questo non riguarda i tanti magistrati – sono una larga maggioranza – che subiscono questo sistema e ne sono vittime, anzi getta un immeritato discredito anche sul lavoro di giudici integerrimi e coraggiosi. Per questo credo sia un dovere morale e civile fare chiarezza in tutte le sedi competenti. Quello che mi è accaduto non ha rovinato la vita per oltre vent’anni solo a me ma ha arrecato pena e danni ai miei familiari, ai miei amici, alle aziende che ho fondato. Soprattutto ha danneggiato i cittadini italiani, gli elettori di tutti gli schieramenti politici, perché ha alterato la rappresentanza democratica».

    Secondo Palamara lei era nell’obiettivo della magistratura quasi a prescindere: «Se torna Berlusconi – dice ricordando la vigilia delle elezioni politiche del 2008 stravinte dal Centrodestra – dobbiamo tornare tutti in campo per fermarlo». Per capire meglio di che cosa stiamo parlando può ricordarci i numeri e i costi dell’offensiva che ha subito?

    «Caro direttore, come direbbe Dante Tu vuo’ ch’io rinovelli disperato dolor che ‘l cor mi preme, già pur pensando, pria ch’io ne favelli. Mi fa male solo a pensarci. In questi 27 anni, dieci dei quali al lavoro come presidente del Consiglio a tutt’oggi sono l’ultimo premier arrivato a Palazzo Chigi come leader eletto dalla maggioranza che aveva vinto le elezioni ho subìto ben 86 processi, per un totale di 3672 udienze. Mettendole tutte in fila, si avrebbe un processo infinito, con udienze tutti i giorni, per dieci anni, senza soste neppure a Natale. Si rende conto di cosa significano queste cifre? Neanche Kafka avrebbe immaginato un incubo come questo. Credo siano un record assoluto, certamente in Italia e probabilmente nel mondo. Ogni udienza poi ha significato per me diverse ore, normalmente un intero pomeriggio, impegnate con i miei avvocati per prepararla. Non oso dirle quanto mi è costato tutto questo, e a quanto sono ammontate le parcelle dei 105 avvocati e dei 30 consulenti di parte che ho dovuto impiegare. Farebbe troppa impressione. A questi costi si devono aggiungere i 550 milioni che sono stato costretto a versare a De Benedetti a seguito di un processo sulla Mondadori (di cui il 53% detenuto dalla mia famiglia ha un valore in borsa di poco più di 200 milioni!), processo che continuo a ritenere ingiusto».

    Continua a leggere l’intervista al presidente Silvio Berlusconi sul Giornale in edicola.



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