In difesa di Macron
Vado controvento lo so.
Ma tira un brutto vento.
E cerco cose che siano fuori da questo vento.
Il vertice di Parigi era necessario. E qui il vento contro tira ancora più forte.
Mi fanno sorridere( e non ne avrei alcuna voglia…) coloro che hanno commentato che sia stato un vertice inopportuno, prova di divisione, di debolezza dell’Europa.
L’Europa è debole e divisa prescindendo dal vertice.
Fare il Consiglio d’Europa per rispondere a Trump, come hanno detto molti geni del sentito dire, sarebbe stato un gigantesco favore a Trump e a Putin.
Sarebbe stato il palcoscenico per i filo Trump e gli imputinati.
Un teatro dell’orrore.
Macron, con lucidità, ha capito che il gomitolo dell’Europa, della risposta al cinismo barbaro e tragico dei dittatori e dei mercanti, andava, va preso tirando un filo nuovo.
Un filo che tiene insieme Parigi e Londra e capace di avvolgere altre capitali, Berlino, Madrid e Roma in primis.
Parigi e Londra perché hanno atomica ed eserciti. Perché nel mondo delle guerre ti difendi con la capacità di deterrenza se non vuoi la guerra. Non si scappa.
Senza lo scudo americano, con la NATO che sarà annullata o svuotata, dobbiamo costruire uno scudo nostro.
Non si scappa da questa responsabilità.
E dobbiamo costruire una nuova Europa. Più consapevole.
Altro punto.
Macron sa che bisogna saldare l’Europa liberale e democratica , dei popolari tedeschi, dei socialisti spagnoli e inglesi e nord europei, del centro francese, della destra conservatrice italiana e polacca, in un nuovo patto.
Difficile. Difficilissimo. Ma vitale.
Senza una capacità di deterrenza e senza un nuovo patto politico non vi è alcuna possibilità di fermare i nuovi barbari.
L’Europa può farcela.
Perché è molto più grande di quanto appaia.
L’Europa ha più o meno il Pil della Cina.
La sola Italia ha una economia più grande di quella Russa.
Siamo il più grande mercato al mondo di consumatori, imprese, università.
Siamo fra i più grandi risparmiatori del mondo.
300 miliardi all’anno vanno verso le società tecnologiche americane.
L’America non ci ha protetto solo per un ideale del passato.
Bene se molte di queste energie( economiche, intellettuali, militari, tecnologiche ), andassero più verso l’Europa che riporta la Gran Bretagna dentro magari solo una strategia comune, l’inerzia del mondo verso i dittatori e i mercanti trucidi potrebbe un po’ cambiare.
Difficile ma non impossibile.
Se l’Italia fosse dentro questa scommessa sarebbe meno impossibile.
E’ l’opportunità che spero la Meloni non perda.
Capisco il pregiudizio verso i francesi.
Ma anche il rifiuto del giovane Bardella di non parlare alla conferenza della destra americana mi conforta un po’. Pensa te. Pensa te.
Non ne usciamo con i pregiudizi.
E’ il momento dei giudizi, giudiziosi, basati sul presente. Sui pericoli del presente.
Sergio Pizzolante