In Iran torna l’uso della cravatta, fu bandita con Khamenei

(ANSA) – ROMA, 22 MAR – In Iran tornano in voga le cravatte,
a lungo bandite sotto il regime di Khamenei in quanto simbolo
della decadenza occidentale, tra gli imprenditori o giovani alla
moda dei quartieri settentrionali della capitale Teheran. Lo
riporta il sito di France 24 postando alcune testimonianze,
come quella di un dentista di 27 anni, Mohammad Javad, che
entrato in un negozio alla moda insieme alla madre, ha ordinato
per la prima volta in assoluto tale accessorio per poter fare
bella figura con i suoi suoceri.
    “Nella nostra società, indossare una cravatta è come
indossare una mascherina prima del Covid-19”, ha affermato il
padrone del negozio, ricordando che “la gente per strada ha
ancora una visione negativa” di questo indumento.
    “Sfortunatamente, noi iraniani ci siamo imposti delle
restrizioni strane e inutili – ha aggiunto -. Ci vorrà del tempo
prima che cambi, ma spera che accada”.
    L’Iran ha vietato l’uso della cravatta per gli uomini dopo il
rovesciamento del monarca appoggiato dagli Stati Uniti nel 1979
come simbolo della cultura occidentale. Dopo essere scomparse
per decenni, le cravatte sono riapparse in alcune vetrine
durante l’era del presidente riformista Mohammad Khatami dal
1997 al 2005. Oggi i ministri, alti funzionari e capi di aziende
statali non le indossano e optano per camicie con colletto
abbottonato oppure aperto.
    Le regole sull’abbigliamento hanno alimentato violenti
dibattiti in Iran, in particolare per quanto riguarda le
restrizioni imposte alle donne come l’uso obbligatorio del velo
islamico. Regole contestate aspramente dopo la morte della
curdo-iraniana Mahsa Amini mentre era sotto la custodia della
polizia morale a metà settembre per non aver indossato
correttamente lo hijab. (ANSA).
   


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