In Libia arriva anche l’Iran: una nave attracca a Misurata

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Secondo il sito MarineTraffic, l’imbarcazione parte dalla Bulgaria il 20 aprile scorso ed arriva dopo cinque giorni presso la rada del porto di Misurata. La bandiera esposta non passa certo inosservata: la nave infatti, chiamata “Shahr e Kord”, batte bandiera iraniana ed apparterrebbe ad una società ricollegabile ai Guardiani della Rivoluzione, per tal motivo raggiunta dalle sanzioni volute dagli Usa contro Teheran.

Adesso il natante, un portacontainers, si trova sotto sequestro a Misurata, ma in tanti si chiedono il motivo del suo approdo in Libia. In un momento come quello attuale contraddistinto dalla guerra a Tripoli, l’arrivo nella città che fornisce più milizie al governo di Al Sarraj pone a diversi attori internazionali diversi quesiti sul ruolo dell’Iran nel dossier libico.

Le parole del portavoce di Haftar

Ma in primis è proprio in Libia che l’approdo della Shahr e Kord desta scalpore. A partire dai vertici dell’Lna, il Libyan Nation Army guidato dal generale Haftar. Proprio il portavoce dell’uomo forte della Cirenaica, organizza nei giorni scorsi una conferenza stampa per intervenire sulla nave iraniana presente a Misurata: “Chiediamo a Ghassan Salame e al Consiglio di sicurezza di informare i libici del contenuto della nave iraniana ancorata nel porto di Misurata – dichiara Al Mismari, portavoce di Haftar – I libici, l’intera regione regionale e la comunità internazionale hanno il diritto di conoscere il contenuto della nave iraniana”.

L’Lna dunque, tira in ballo l’Onu: secondo i sospetti che trapelano da Bengasi, sede del quartier generale dell’esercito di Haftar, la preoccupazione è che dentro quei container vi siano rinforzi proprio per i misuratini. E che dunque la presenza della nave iraniana nel porto della città libica, sia autentica dimostrazione della presa di campo fatta da Teheran nel contesto libico. Al Mismari chiede poi all’intera comunità internazionale il motivo per la quale la nave, nonostante sia soggetta alle sanzioni internazionali, riesca ad arrivare fino in Libia senza essere intercettata. Il portavoce di Haftar quindi, nel ribadire i suoi sospetti sulla nave iraniana, chiede una decisa presa di posizione da parte della comunità internazionale.

Le reazioni da Tripoli

Dalla capitale libica la risposta è affidata ai comunicati ufficiali del ministero dell’interno, guidato da Fatih Bishagha. In effetti, viene confermata la presenza della nave iraniana, la quale è posta sotto sequestro in quanto per l’appunto essa appare raggiunta dalle sanzioni internazionali. Tuttavia, dopo i primi controlli, secondo il ministero dell’interno non sarebbero state riscontrate anomalie all’interno dei container. Nella giornata di sabato, come rileva SpecialeLibia.it, il procuratore generale ha anche rilasciato delle dichiarazioni secondo cui sono in corso attualmente delle indagini da parte delle autorità libiche e che il sequestro è destinato a protrarsi fino a conclusione delle stesse.

L’irritazione da parte di Haftar però per adesso permane. Sia perché da giorni si vocifera che l’Iran, in funzione anti saudita, potrebbe aver iniziato ad appoggiare segretamente Misurata e dunque il premier Al Sarraj, visto che Haftar è finanziato anche da Riad. Sia perché, nonostante l’approdo indisturbate della nave iraniana soggetta a sanzioni a Misurata, non si registrano decise prese di posizione da parte della comunità internazionale. Il giallo della Shahi e Kord è destinato a rimanere a lungo. Il Giornale.it
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