Inchiesta L’Espresso sul Caso Siri. Lady Lega, da San Marino a Mosca – parte2 ”il fido di 200mila euro aperto all’imprenditore veronese”

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Il viaggio in Russia subito dopo la perquisizione e un altro prestito sospetto da San Marino. Ecco chi è Domenica Ferragu’, la consulente segreta del senatore Armando Siri, l’ideologo indagato della Flat Tax.

… di Lirio Abate e Paolo Biondani, L’Espresso

LEGGI LA PRIMA PARTE

A Verona intanto un imprenditore stimato, titolare di una società di servizi che lavora per varie industrie, vive ore d’ansia. Ha riconosciuto Domenica Ferragu’ nel ritratto, anonimo, pubblicato da l’Espresso la domenica prima del blitz della Finanza. Ed è molto preoccupato.

L’uomo è amico di famiglia dei Ferragu’. Nel 2018 ha creato una società satellite per sviluppare brevetti innovativi nel settore del marmo. La nuova impresa ha bisogno di soldi per avviare l’attività. E Domenica Ferragu’, come racconta lo stesso imprenditore, si è offerta di trovargli un primo finanziamento di 50mila euro. Alla BAC di San Marino, naturalmente.

L’apertura di credito, realizzata attraverso un fido bancario per l’attività di impresa, risulta concessa nell’agosto 2018, poche settimane prima del via libera ai 750mila euro senza garanzie incassati dal senatore Siri.

Quindi l’imprenditore di Verona riceve regolarmente, attraverso la sua società capogruppo che controlla anche la nuova azienda, proprio e soltanto i 50mila euro che si aspettava. Per ottenerli però, non essendo un potente politico della Lega, ha dovuto firmare una fideiussione: è l’intero patrimonio personale dell’interessato, che possiede diversi immobili in città e provincia, a garantire alla banca la restituzione dei soldi.

Solo qualche mese dopo, quando scoppia il caso Siri, l’imprenditore scopre che il fido realmente stanziato dalla Bac ammonta in realtà a 200mila euro. Il quadruplo del previsto. Il conto è stato svuotato in pochi giorni. E almeno 77mila euro risultano finiti alla famiglia Ferragu’. Che doveva entrare nella nuova società con lui, ma non è chiaro se abbia concluso l’affare: proprio Domenica stava trattando un’intesa preliminare per l’acquisto di una quota ma almeno per ora l’operazione non risulta registrata nelle visure societarie.

A quel punto l’imprenditore s’infuria, si sente preso in giro, si sfoga con gli amici più’ fidati. E poi rompe gli indugi: manda una letteraccia alla BAC, dove comunica che vuole chiudere tutti i rapporti con la banca, per cui ritira la fideiussione. Basta affari con i Ferragu’ e con San Marino.

Negli stessi mesi gli ispettori della Banca Centrale stanno indagando, con l’Agenzia Antiriciclaggio (AIF), sui rapporti tra Siri e la Bac. E’ l’istruttoria, rivelata da l’Espresso due settimane fa, che ha spinto le autorità di vigilanza a dichiarare fuorilegge (”in contrasto con i principi di ”sana e prudente” gestione del credito) e denunciare alla magistratura il prestito di 750mila euro incamerato da Siri. E un altro mutuo decennale di 600mila ottenuto da un barista milanese, suo partner d’affari e militanza politica.

Nel rapporto finale, gli ispettori di San Marino rimarcano addirittura che i documenti bancari risultano ”alterati, nascosti o cancellati”, con ”omissioni e soppressioni di dati e nomi”. Eppure BAC non segnala nemmeno allora il terzo prestito, collegato alla stessa consulenti di Verona, già registrata per il suo ruolo nel caso Siri.

Nelle pratiche per quei 200mila euro, di cui finora si ignorava l’esistenza, viene evidenziato il nome dell’imprenditore veronese che ha fondato la nuova società (e ha dato la fideiussione) oltre alla ditta dei Ferragu’ che ha poi ricevuto il grosso dei soldi. Di questa, viene identificato il presidente ed il legale rappresentante: il padre di Domenica, Lady Lega. Ma solo in una nota interna, tenuta riservata, si legge che sua figlia di chiama Domenica. E nessuno segnala agli ispettori che è la stessa persona che ha trattato il prestito, ormai incriminato, al senatore Siri. Le autorità di vigilanza scoprono il fido da 200mila euro solo grazie a una recentissima segnalazione degli inquirenti. Che spinge la Banca Centrale a ordinare una nuova ”ispezione cartolare” sulla Bac di San Marino. Dedicata proprio a questo terzo prestito. Targato ancora una volta Ferragu’ e quindi collegato a Siri.

FINE SECONDA PARTE

 

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