Inchiesta L’Espresso sul Caso Siri. Lady Lega, da San Marino a Mosca – parte3 ”Spunta l’amica Angela Damigella, imprenditrice e candidata siciliana della Lega”

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Il viaggio in Russia subito dopo la perquisizione e un altro prestito sospetto da San Marino. Ecco chi è Domenica Ferragu’, la consulente segreta del senatore Armando Siri, l’ideologo indagato della Flat Tax.

… di Lirio Abate e Paolo Biondani, L’Espresso

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La consulente di Verona ha sicuramente rapporti molto stretti con il senatore della Lega. Le conferme più’ vistose arrivano dalla galleria di foto che lei stessa ha pubblicato sui social. Domenica Ferragu’ è al fianco di Armando Siri in vari incontri mondani.  Una foto scattata nei giorni del festival di Sanremo la immortala con il senatore, il suo segretario politico (ora indagato anche lui) e il direttore ed il conduttore di Claudio Baglioni.

Armando Siri che è nato a Genova, lavora a Milano e fa politica a Roma, sembra di casa anche a Verona. Un’immagine lo ritrae con Domenica in un ristorante stellato, vicino all’antico teatro romano, per la cena di compleanno di Angela Damigella, candidata dalla Lega al Senato in Sicilia alle politiche del 2018: le stesse elezioni che hanno spalancato a Siri le porte di Palazzo Madama.

La consulente di Verona e la candidata dell’isola pubblicano varie foto insieme anche in Sicilia. Dove Angela Damigella è imprenditrice nello stesso settore dell’amica Domenica: è socia di un industria di famiglia per la lavorazione del marmo, con un capitale sociale di oltre 11 milioni di euro, che ha una delle filiali in provincia di Verona. L’azienda si chiama Mondial Granit Spa: la candidata della Lega, oltre ad essere azionista con altri familiari ha il mandato specifico di rappresentare la società di fronte alle pubbliche amministrazioni.

L’imprenditrice siciliana Angela Damigella

Le due imprenditrici del marmo nei loro profili web manifestano un aperto sostegno alla Lega di Salvini. Ma non fanno alcun cenno alle disavventure giudiziarie del senatore Siri, che in aprile è stato è stato costretto a lasciare la poltrona di sottosegretario perché indagato proprio in Sicilia per corruzione. Si tratta della presunta tangente di 30mila euro promessa al politico in cambio di un emendamento a favore di un imprenditore arrestato per mafia, su cui ora indaga la Procura di Roma.

FINE TERZA PARTE

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