Infortunio alla Titan Call: sicurezza lontana anni luce!!!

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  • Nella stessa azienda circa dieci anni fa era avvenuto un incidente a seguito del quale, alcuni anno dopo, il lavoratori era deceduto. Su una azienda recidiva come questa,  sono stati fatti con puntualità e sistematicità i necessari controlli circa l’applicazione delle misure di sicurezza???

    Ci sono ombre molto pesanti sul gravissimo infortunio sul lavoro che nella giornata di ieri ha coinvolto il 59enne Evaristo Fabrucci, mentre lavorava all´interno della Titancall, azienda di carpenteria metallica. La CSU segue con forte apprensione l´evolversi della situazione clinica di questo lavoratore che, ricoverato in rianimazione al Bufalini di Cesena, versa in condizioni gravissime. CSdL e CDLS esprimono a lui e a tutta la sua famiglia la più profonda solidarietà e vicinanza, confermando la disponibilità ad offrire tutta la tutela necessaria, anche sul piano legale.

    Il primo elemento che desta sconcerto e indignazione, è il fatto che si tratta di un lavoratore in nero. Non sappiamo se la sua era una presenza occasionale o durava da tempo. Sappiamo che sono stati fatti anche recentemente ispezioni da parte degli Uffici del Lavoro, di cui però non conosciamo i risultati. Da rilevare che la Titan Call ha effettuato una riduzione di personale pochi mesi fa, portando il personale da 17 a 11 dipendenti…Come poteva giustificarsi, in una fase di lavoro, la presenza di un lavoratore non in regola???

    In attesa di ricevere notizie ufficiali circa la ricostruzione dell´incidente, dai primi racconti verbali che è stato possibile raccogliere, sembra che alla guida del sollevatore che stava trasportando il carico di lamiere, di oltre 3 quintali, vi fosse lo stesso titolare dell´azienda. Sembra che il carico di lamiere fosse tenuto insieme solamente da una “spranga” di ferro, la quale avrebbe ceduto mentre il lavoratore tentava manualmente di girare il carico – proprio mentre era sospeso – per orientarlo nella direzione del camion su cui andava caricato. Nello specifico, nel tentativo di girare il carico, il lavoratore si sarebbe sbilanciato aggrappandosi alle lamiere, e questo avrebbe provocato il cedimento della spranga, facendo precipitare l´enorme massa ferrosa che ha investito il lavoratore.

    Se questa prima ricostruzione fosse confermata ufficialmente, metterebbe in luce gravissime responsabilità da parte dell´azienda, in quanto, oltre ad essersi avvalsa di un lavoratore non in regola, avrebbe usato una metodologia di lavoro assolutamente inadeguata e soprattutto rischiosissima per la stessa vita delle persone. Quando si sollevano carichi simili, occorre un sistema di fissaggio ben più sicuro; non è assolutamente possibile tenerlo unito con un semplice filo di ferro!!! Ed operazioni di spostamento del carico, vanno fatte a terra, e non con il carico in sospensione! Questo modo di operare vorrebbe dire agire continuamente sul “filo del rasoio” e giocare con la vita dei lavoratori… Se così fosse, saremmo anni luce lontani da qualsiasi concetto di sicurezza sul lavoro e di rispetto della vita dei lavoratori… 

    Evidentemente, a quanto sembra, neanche l´incidente avvenuto 10 anni fa nella stessa azienda, a seguito del quale il lavoratore allora coinvolto ha perso la vita dopo alcuni anni, è servito a modificare il metodo di lavorare nell´azienda. Un metodo rispetto a cui non è possibile trovare la benché minima giustificazione, nemmeno in questo periodo di crisi economica… Su un´azienda recidiva come questa, sono stati fatti con puntualità e sistematicità i necessari controlli circa l´applicazione delle più adeguate misure di sicurezza??? 

    A questo punto, la CSU si appella agli organi preposti e alla magistratura affinché nell´indagine in corso accerti la dinamica dell´accaduto, individui e persegua adeguatamente tutte le responsabilità che hanno portato questa persona a lottare disperatamente per restare in vita.

     

    FLI-CSU

    Federazione Unitaria Lavoratori Industria