Inseguimento a squadre, l’Italia vince l’oro: show in finale contro gli Usa 20 anni dopo Torino. È la 24esima medaglia azzurra

L’Italia trionfa nella team pursuit di speed skating. Capolavoro azzurro a Rho Fiera, dove gli azzurri battono gli Stati Uniti trionfano a vent’anni di distanza dal titolo olimpico di Torino 2006. Davide GhiottoAndrea Giovannini e Michele Malfatti, tutti e tre over 30, fanno impazzire il pubblico milanese e i tifosi a casa al termine di una finale giocata a ritmi infernali e in cui gli azzurri partono più forte, poi subiscono la rimonta degli Usa, infine negli ultimi due giri fanno vedere di che pasta sono fatti. Straordinario Ghiotto, che prende più volte la testa a guidare il terzetto e trascina i compagni. Oggi può finalmente esultare lui che era uno degli uomini più attesi a questi Giochi in casa.

Gli Stati Uniti, favoriti della vigilia proprio insieme all’Italia, hanno schierato il terzetto composto da Casey Dawson, Ethan Cepuran e Emery Lehman, campione del mondo in carica. Gli americani avevano battuto gli azzurri nella finale per l’oro dei Mondiali di Hamar del 2025: il terzetto Ghiotto-Giovannini-Malfatti in quell’occasione aveva pattinato in 3’42”62 contro il 3’40”28 degli iridati. I nostri si prendono la rivincita quando più contava. Il bronzo è andato invece alla Cina, che ha avuto la meglio sui Paesi Bassi per soli 9 centesimi.

Il precedente

Vent’anni fa, era il 16 febbraio 2006, Enrico Fabris, Matteo Anesi e Ippolito Sanfratello furono capaci di vincere un oro mai conquistato prima. Esattamente come oggi, la Nazionale è diretta da Maurizio Marchetto, che pur essendo senza un impianto al coperto se la gioca coi migliori al mondo, anzi li batte. Per Davide Ghiotto è la seconda medaglia olimpica dopo il bronzo di Pechino 2022 nei 10.000, la gara su cui puntava tanto proprio qui a Milano Cortina e che invece gli ha regalato una grossa delusione (sesto) dopo il quarto posto sui 5.000 (dove il bronzo è andato però all’altro azzurro Riccardo Lorello). Per Andrea Giovannini e Michele Malfatti, invece, è una prima volta: nella loro carriera non erano mai saliti sul podio ai Giochi. Giovannini ci riesce alla quarta partecipazione olimpica, mentre Malfatti alla seconda visto che a PyeongChang 2018 fece parte della spedizione ma non scese sul ghiaccio.

Nella semifinale, l’Italia aveva superato i Paesi Bassi al termine degli otto giri (3200 metri) garantendosi così una medaglia sicura (la 24esima italiana a questi Giochi, la quarta per la pista lunga azzurra, un record). Il terzetto azzurro aveva chiuso con il crono di 3’38”88 contro il 3’40”67 dei tulipani grazie a un finale in crescendo. Sul ghiaccio per l’Italia erano scesi Ghiotto, Giovannini e Malfatti (con Riccardo Lorello prima riserva). L’Olanda aveva schierato il 40enne Jorrit Bergsma, risparmiato nei quarti di finale dopo le fatiche dei 10.000, Chris Huizinga e Stijn van de Bunt. Nell’altra semifinale, gli Usa hanno battuto la Cina nettamente, per giunta hanno risparmiato energie nel finale quando si sono resi conto di aver accumulato tanto vantaggio rispetto agli avversari. Tanto da aver tagliato il traguardo in 3’44”29 e con quasi 8 secondi sui cinesi.

Gli azzurri sul podio

Davide Ghiotto, 32 anni, è nato ad Altavilla Vicentina il 3 dicembre 1993 e gareggia per le Fiamme Gialle. Comincia con le rotelle già all’età di 7 anni, poi nel 2013 passa al ghiaccio sognando di emulare le imprese di un’icona del pattinaggio di velocità come Enrico Fabris. Bronzo sui 10.000 metri nei Giochi di Pechino 2022, nel gennaio 2025 in Coppa del Mondo a Calgary segna il crono clamoroso di 12’25”692, strappando il record mondiale allo svedese Nils van der Poel. Sempre su questa distanza conquista tre ori iridati di fila tra il 2023 ed il 2025. A Milano Cortina nei 5000 chiude quarto nei 5000 a 35 centesimi dal podio, mentre nei 10.000, la sua gara, incappa in una giornata negativa ed è solo sesto. Papà di due bambini, Filippo e Niccolò, in casa ha sempre respirato sport di alto livello grazie al padre Federico che ha corso da professionista nel ciclismo. Andrea Giovannini, trentino, 32 anni, nato il 27 agosto del 1993 comincia a pattinare sul lago ghiacciato di Baselga di Pinè e anche lui cresce nel mito di Enrico Fabris: nel 2013 l’esplosione e la conquista di due ori, un argento ed un bronzo ai Mondiali juniores. A livello senior conquista i titoli iridati a Calgary nel 2024 (inseguimento a squadre) e Hamar nel 2025 (Mass Start). Anche lui è papà di due figli, Enea e Celeste. Michele Malfatti, 31 anni, nato a Trento il 31 dicembre 1994, scopre il mondo del pattinaggio a cinque anni grazie al padre. “Malfi” è uno dei migliori interpreti dell’inseguimento a squadre. Insieme agli altri due azzurri Davide Ghiotto ed Andrea Giovannini ha vinto l’oro e l’argento ai Mondiali rispettivamente di Calgary 2024 e Hamar 2025, oltre a vincere l’oro agli ultimi Europei in Polonia.

Le medaglie azzurre della pista lunga (per ora) a Milano Cortina 2026

ORO Francesca Lollobrigida 3.000 metri

ORO Francesca Lollobrigida 5.000 metri

ORO Team Pursuit maschile

Bronzo Riccardo Lorello 5.000 metri

Mai l’Italia della pista lunga aveva raccolto quattro medaglie in una sola edizione dei Giochi. Quest’Olimpiade è entrata nella storia anche per questa disciplina.

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