Internet ‘proibito’ negli uffici pubblici Reggio Emilia anticipa Brunetta

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  • NIENTE FACEBOOK, niente filmini hard, niente scommesse. Il ministro Renato Brunetta non ha introdotto niente di nuovo stringendo i rubinetti di Internet all’interno delle amministazioni pubbliche. Niente di nuovo (o quasi) perché nel Reggiano le restrizioni esistono già.

    Palazzo Allende, ad esempio. I dipendenti pubblici della Provincia hanno un accesso limitato a Internet già da diversi anni. E a partire dal 2006 tutto il personale dell’ente riceve una comunicazione scritta tramite indirizzo e-mail, in cui vengono fissati con precisione le regole per andare sul web tramite i computer pubblici.

    «ALLA navigazione Internet è applicato un sistema di restrizione – si legge nella circolare inviata ai dipendenti – che consentirà il blocco di siti appartenenti ad alcune categorie». Non è consentito l’accesso a tutti quei siti «non attinenti al lavoro» e, nella circolare, viene fatto un elenco delle categorie bloccate: «Droga e alcol, occulto, hacking (scaricare film o musica), illegali, razzismo, violenza, armi, gruppi estremisti, pornografia, materiali per adulti, giochi e scommesse».

    Un’altra preoccupazione importante che ha costretto a introdurre limitazione all’accesso ai siti è quella dei virus informatici. Vengono, infatti, bloccati siti «potenzialmente pericolosi, anche al fine di proteggere i sistemi dell’Ente da software malevoli».

    Quindi un divieto diretto non solo a evitare che i dipendenti pubblici perdano il loro tempo lavorativo nel mare del web, ma anche per proteggere la rete interna del sistema, chiamata Intranet, che permette il collegamento tra i computer della Provincia e l’accesso alle sue banche dati.

    L’INGRESSO di un virus, anche solo nel computer di un dipendente, potrebbe mettere a repentaglio tutta la rete, causando, a volte, perdita di dati importanti e disfunzioni nei servizi. Inoltre, alcuni virus particolari, chiamati spyware, possono insinuarsi nel sistema per “vedere” i dati, a volte riservati, che sono presenti negli archivi informatici.

    Un’altra forma di controllo è quella che viene fatta per evitare che estranei utilizzino i computer della Provincia. L’accesso ai computer, alla mail e ad altri dati è consentito solo con una password. «Al momento del primo accesso a Internet della giornata – si legge ancora sulla circolare per i dipendenti – sarà richiesta l’autenticazione dell’utente; per poter accedere si dovranno utilizzare le stesse credenziali di accesso (username e password) alla rete provinciale».

    L’identificazione non è obbligatoria «per accedere a siti istituzionali appartenenti alla rete Rupa (Rete unitaria della pubbliche amministrazioni)», che collega la Provincia di Reggio e di Parma la Regione Emilia-Romagna, l’Ausl di Reggio e Bologna, i comuni di Bologna e Reggio, il Ministero delle Finanze, del Tesoro e delle Infrastrutture, l’Aci, Infocamere e Biblioteche nazionali Cilea.