Intesa su Pos e sui contanti: ma partiranno solo da luglio

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  • Il premier costretto a correggere la manovra. Sì alla tagliola delle manette. Di Maio gongola: “Colpiamo i pesci grossi”

    “Un clima positivo”. Dopo giorni sulle montagne russe, l’incontro tra la delegazione M5S, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – seguito al faccia a faccia Conte-Di Maio di questa mattina- sembra terminato con un segno più.

    A quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe infatti stata trovata un’intesa sui Pos, o meglio sulla necessità di sforbiciare le commissioni bancarie prima di introdurre l’obbligo per i commercianti di dotarsene, e sull’inasprimento delle pene per il carcere ai grandi evasori, tema che ha visto Conte sempre d’accordo. Dall’entourage del premier tuttavia frenano: di intesa, viene spiegato, si potrà parlare solo una volta terminato il vertice di maggioranza che seguirà gli incontri tra il presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia e le singole delegazioni.

    Le multe per il Pos

    Intanto secondo quanto riferiscono alcune fonti di Palazzo Chigi, entreranno in vigore da luglio 2020 i nuovi tetti al contante e l’applicazione obbligatoria delle sanzioni sui Pos. L’intesa sarebbe stata raggiunta durante il vertice di maggioranza e la norma è contenuta nel dl fisco. “Le multe sul mancato uso del Pos sono posticipate al luglio del 2020, nell’attesa di un accordo sull’abbassamento dei costi delle commissioni delle carte di credito e dei dispositivi per il pagamento”, ha affermato Di Maio aggiungendo che “avevamo detto che sarebbe stato ingiusto colpire migliaia di commercianti prima di non aver provveduto ad abbassare i costi delle commissioni bancarie e siamo riusciti a bloccare il provvedimento. Quindi prima si lavora sulle commissioni e poi si ragiona sul resto. Così non criminalizziamo i commercianti e difendiamo migliaia di attività sul territorio nazionale”.

    Il carcere per evasori

    Per quanto riguarda il carcere per gli evasori fiscali invece il governo tira dritto e anzi accelera. “L’intesa sull’inasprimento delle norme per i grandi evasori adempie al punto 16 del programma di governo e rientra nella strategia di lotta all’evasione centrale per il governo. Il fatto poi che nel decreto fiscale sia previsto che le norme entreranno in vigore non subito ma soltanto al momento della conversione, garantisce il Parlamento sulla possibilità di approfondirne tutti gli effetti e conseguenze”, ha dichiarato il ministro Dario Franceschini al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. “Il carcere ai grandi evasori entra nel decreto fiscale, come aveva chiesto con forza il M5S. E anche la confisca per sproporzione entra nel decreto legge”, ha scritto su Facebook il ministro Luigi Di Maio. Che poi ha aggiunto: “Ambedue le norme entreranno in vigore dopo la conversione in legge da parte del Parlamento. D’ora in avanti chi evaderà centinaia e centinaia di migliaia di euro sarà finalmente punito con il carcere. Colpiamo i pesci grossi. Per la prima volta uno Stato forte con i forti e non più forte con i deboli! Uno Stato che non ha più paura e che ritrova il coraggio di lottare contro i colossi! Finalmente tocchiamo gli intoccabili”. Il Giornale.it