Intrecci di potere? Il caso Sabato Riccio! Ma abbiamo bisogno di tutto sto casino per togliere l’Albina?

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    Il Caso, perchè oramai si parla di questo, SABATO RICCIO si sta sempre più complicando vediamo quello che dice l’agente segreto Scaramella nel 2006 relativamente ai contatti con Sabato Riccio: ”nella giornata del 2 giugno contattavo telefonicamente da San Marino il Sig. Questore di Rimini e poi mi portavo su indicazione di quest’ultimo presso la locale Questura dove presentavo per iscritto una segnalazione urgente delle ipotesi e dei fatti di cui ero venuto a conoscenza.
    Il giorno successivo venivo formalmente ascoltato a sommarie informazioni dal Dirigente della Squadra Mobile Dr. Riccio il quale, sulla base delle mie dichiarazioni e di informazioni a riscontro ottenute dopo la mia prima segnalazione da un proprio canale informativo, relazionava al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato con comunicazione n.1351600213 ed in Procura della Repubblica di Rimini dove veniva formalmente rubricato procedimento penale n. 27972005 in data 3 giugno 2005, intestato al Dott. Battaglino, Procuratore Capo.

    Scaramella, Riccio, Battaglino – nome conosciuto a San Marino – e Giovagnoli…che poi succederà a Battaglino.

    L’Ansa ricostruisce tutta la vicenda giudiziaria di Sabato Riccio:

    ”Un avviso di fine indagine e’ stato recapitato a Sabato Riccio, ex capo della Squadra Mobile di Rimini, al suo ex vice, ispettore Giusepe Lancini e a Mario Scaramella, ex consulente dela commissione Mitrokhin. L’ipotesi di reato contestato nell’atto, che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, e’ falso ideologico e abuso d’ufficio per i due ex poliziotti (entrambi hanno lasciato la Polizia), mentre Scaramella e’ accusato di falso e calunnia nei confronti di un politico di San Marino.
    La vicenda da cui e’ scaturita l’inchiesta parti’ da quella su un una fantomatica valigetta contenente materiale per fabbricare un ordigno nucleare trasportabile. Il primo a parlarne alla fine del 2005 fu un confidente della polizia riminese, che sosteneva di essere in trattativa per la vendita del materiale radioattivo. Il confidente incontro’ Scaramella in questura, dove stando all’accusa fu organizzata una riunione.
    Fu poi redatto un rapporto dalla polizia dove si accreditava la tesi che anche Scaramella e il suo entourage di investigatori avevano denunciato l’esistenza di un traffico del genere, e questo avrebbe rafforzato la credibilita’ dell’ipotesi avanzata dal confidente, senza specificare pero’ che Scaramella aveva sentito quella stessa fonte confidenziale. Il pm titolare dell’inchiesta a Rimini chiese di accertare se tra i due ci fossero stati contatti telefonici per capire se la fonte fosse la medesima. Vennero richiesti i tabulati, che non evidenziarono contatti telefonici tra i due, ma il rapporto della polizia omise il contatto personale in questura.
    Scaramella poi nel gennaio 2006 si reco’ a Bologna per denunciare il ‘traffico’ anche ai magistrati del capoluogo emiliano, competenti (in quanto sede di procura distrettuale) per reati di terrorismo, e sostenendo che a Rimini le indagini ”non procedevano”. L’indagine fu affidata al pm Paolo Giovagnoli (oggi a capo della procura di Rimini) che fece perquisire dalla Digos bolognese gli uffici napoletani di Scaramella e qui fu trovata la registrazione della riunione in questura a Rimini. L’indagine poi nel corso del tempo, caduta l’ipotesi di terrorismo, era ritornata a Rimini. Nei giorni scorsi Riccio, che da poco tempo ha lasciato la Polizia, e’ stato nominato coordinatore delle forze del’ordine di San Marino. Anche nella piccola Repubblica sono nate polemiche”