Le autorità di Teheran hanno arrestato oggi 41 persone nella provincia settentrionale di Alborz con l’accusa di aver diffuso filmati relativi al conflitto in corso a emittenti considerate ostili dal regime. La notizia è stata riferita dall’emittente pubblica iraniana Irib, che ha citato fonti della polizia locale.
L’ennesima ondata di fermi
Si tratta dell’ultimo di una serie di arresti che la Repubblica islamica sta effettuando dall’inizio della guerra contro i propri cittadini. Nel mirino delle autorità finiscono civili accusati di cooperare in varie forme con Stati Uniti e Israele. Le contestazioni spaziano dalla diffusione di informazioni sulle postazioni militari iraniane alla condivisione di immagini e video con organi di stampa e piattaforme ritenuti nemici.
Il giro di vite sulla circolazione delle informazioni conferma la strategia di Teheran volta a mantenere uno stretto controllo sulla narrazione interna del conflitto, reprimendo qualsiasi forma di comunicazione ritenuta dannosa per la sicurezza nazionale.











