“Iran per la libertà”: la Lega Romagna aderisce al presidio a sostegno del popolo iraniano contro il regime che si svolge oggi pomeriggio, alle 17.30, in piazza Cavour a Rimini.

Hanno garantito la loro presenza il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, Elena Raffaelli, segretario provinciale Lega, Gilberto Giani, segretario Lega Rimini, Matteo Zoccarato, capogruppo Lega in Consiglio comunale.

“L’Iran è ostaggio del male assoluto, del regime teocratico dell’Ayatollah Khamenei che sta reprimendo nel sangue le legittime proteste di giovani e meno giovani, lavoratori, donne che anelano a uscire dalla gabbia liberticida di una dittatura che non esita a compiere una strage del popolo persiano affamato, oppresso e disarmato. Le notizie arrivano frammentarie perché la cricca al potere ha bloccato ogni linea di comunicazione con l’esterno: il mondo non deve vedere le immagini delle estese ribellioni in tutte le province del Paese e la varietà delle adesioni, ma non deve neppure assistere alle uccisioni di massa dei manifestanti. Noi siamo dalla parte di chi sta resistendo all’oppressione, di chi lotta contro il regime fondamentalista islamico. Auguriamo al popolo persiano di poter godere presto di una rinnovata libertà, di un futuro di speranza e di diritti, soprattutto declinati al femminile. Il nostro auspicio è che il regime sia destinato a cadere: vorrebbe dire innescare un effetto domino che vedrebbe disarmare diversi gruppi terroristici e l’Occidente diventare più sicuro. Khamenei ha assicurato che non retrocederà. Vedremo. Noi abbiamo la massima fiducia nel popolo persiano, nella sua tradizione, nella sua cultura, nel suo coraggio”.

Lo ha dichiarato Morrone assicurando il sostegno della Lega all’iniziativa per la cui realizzazione si è molto adoperata Giorgia Bellucci, segretario regionale del partito liberaldemocratico.

“Purtroppo tra i tanti simboli che hanno dato il proprio appoggio al presidio ci sono alcune assenze molto significative. Si tratta di forze politiche che in parte sono ormai schierate acriticamente con i peggiori regimi mondiali e in altra parte hanno abbandonato la via riformista non sapendo autoemanciparsi da un passato remoto ideologico che ancora le alimenta”.