Il costo dei carburanti raggiunge vette allarmanti lungo la rete viaria nazionale. Stando ai dati ministeriali raccolti tra ieri e la mattinata di oggi, il prezzo del gasolio in modalità servito ha sfondato la barriera psicologica dei 2,6 euro al litro in numerose stazioni di servizio autostradali. Di fronte a questa ennesima fiammata, le principali associazioni a tutela dei consumatori sono scese in campo per sollecitare un intervento fiscale immediato da parte dell’esecutivo.
L’analisi condotta dal Codacons delinea un quadro estremamente critico per gli automobilisti italiani. Lungo l’arteria A4 tra Milano e Brescia, il diesel ha toccato quota 2,654 euro, con la benzina ferma a 2,429. Cifre analoghe si registrano sulla A21 Torino-Piacenza, sulla bretella A8/A26 e sulla A13 Bologna-Padova, con i listini abbondantemente e costantemente sopra i due euro e mezzo. La situazione resta tesa anche per chi opta per il self-service sulla viabilità ordinaria: il tetto dei due euro è stato ormai oltrepassato in tutta la penisola, salvando unicamente le regioni Marche e Umbria. I picchi massimi di spesa si rilevano attualmente a Bolzano, in Calabria, in Valle d’Aosta, in Friuli Venezia Giulia e in Sicilia.
Alla luce di questi rincari incontrollati, l’organizzazione ha intimato alle autorità governative di agire senza ulteriori indugi. La richiesta esplicita è quella di attivare fin da oggi il meccanismo delle accise mobili, operando un taglio netto di almeno quindici centesimi al litro per scongiurare un collasso economico di proporzioni paragonabili a quello vissuto durante l’emergenza pandemica.
Sull’argomento è intervenuta in maniera analitica anche Assoutenti, elaborando diverse proiezioni finanziarie in vista delle imminenti decisioni del Consiglio dei ministri. Gli esperti dell’ente hanno calcolato che una micro-riduzione di 2,5 centesimi si tradurrebbe in un risparmio di appena un euro e mezzo su un normale pieno da cinquanta litri. Una sforbiciata di cinque centesimi, calcolando anche il minor peso dell’Iva, farebbe invece risparmiare circa tre euro a rifornimento, equivalenti a poco più di settantatré euro annui per automobilista. Qualora il taglio raggiungesse i dieci centesimi, il beneficio su base annuale sfiorerebbe i centocinquantasei euro.
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha evidenziato come un simile alleggerimento alla pompa avrebbe ricadute positive e immediate sull’intera filiera logistica su gomma. Ipotizzando un contenimento dell’inflazione alimentare di appena lo 0,5%, le famiglie eviterebbero una stangata complessiva stimata in ottocentotrenta milioni di euro all’anno sui beni di prima necessità. Il rappresentante dei consumatori ha quindi spronato il governo a scelte coraggiose, avvertendo che il continuo logoramento del potere d’acquisto innescherà inevitabilmente una pericolosa e profonda frenata dei consumi nazionali.











