Juve, ora indaga anche la Uefa ‘Sospette violazioni finanziarie’

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  • L’Uefa ha aperto un’inchiesta sulla Juventus per “potenziali violazioni dei regolamenti sulle licenze per club e sul fair play finanziario”. Intanto, il gip del Tribunale di Torino che lo scorso 12 ottobre ha respinto le richieste di misure interdittive per Agnelli e gli altri indagati nelle motivazioni, pur riconoscendo la ‘buona fede’ nella g4estione del plus valenze, ha sottolineato che le modalità con cui sono state portate avanti le cosiddette ‘manovre stipendi’ del 2020 e del 2021 si possono considerare “certamente illecite”, al punto che “si condivide la sussistenza di gravi indizi”. 

    Sulla questione delle plusvalenze la Juventus potrebbe essere stata in buona fede. È quanto emerge dalle motivazioni della decisione con la quale Ludovico Morello, il gip del Tribunale di Torino, lo scorso 12 ottobre ha respinto le richieste di misure interdittive per Andrea Agnelli e altri indagati dell’inchiesta sui conti della società bianconera. Alla luce degli atti disponibili in quel momento, il giudice scrve che, se la Juventus si è davvero attenuta alla prassi standard, “risulterebbe difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi in definitiva doloso, dai corretti criteri di contabilizzazione delle poste”. Per Morello era comunque opportuno “un accurato approfondimento”.  Tuttaivia il gip, nelle motivazioni dello scorso 12 ottobre, sottolinea che le modalità con cui sono state portate avanti dalla Juventus le cosiddette ‘manovre stipendi’ del 2020 e del 2021 si possono considerare “certamente illecite”, al punto che “si condivide con la pubblica accusa la sussistenza di gravi indizi”. Il giudice, inquella occasione, ha però respinto le richieste di misura cautelare presentate dalla procura per mancanza di rischio di reiterazione del reato: le ‘manovre’ – si legge- erano legate all’emergenza covid e quindi a un “periodo storico non più attuale”.


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