La Banca Centrale ruggisce e i partiti belano ….di Paolo De BIagi

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  • L’udienza della Commissione Finanze ha registrato un pesante richiamo della Banca Centrale ai consiglieri che timidamente tentavano di esprimere posizioni che sfioravano la critica al suo operato. Banca Centrale ha dato un messaggio chiaro e perentorio ai partiti:”Noi siamo i padroni, i tecnici, gli esperti, i professori, non abbiamo incompatibilità di funzione, vogliamo bonificare il sistema finanziario, non disturbateci e fate il vostro lavoro di politici perché di queste cose non capite niente. Non accettiamo critiche. Punto.”

    I partiti hanno già dimenticato che il presidente di BCSM aveva promesso grandi rapporti con il Ministero dell’Economia, con Banca d’Italia e col governo italiano. Aveva perfino promesso un accordo di reciprocità con l’Italia, l’accesso ai sistemi di pagamento europei, una ripresa e uno sviluppo del sistema finanziario. I partiti non hanno il coraggio di protestare e di prendere provvedimenti contro la sudditanza del governo nei confronti di Banca Centrale, contro l’arroganza, gli errori e la maleducazione dei metodi ispettivi orientati solo a punire e sanzionare, ad indebolire il sistema a spese dello Stato e dei cittadini, a dichiarare non gradito chi non è simpatico ed accondiscendente. I partiti non chiedono il rispetto della normativa bancaria che alla Banca Centrale non assegna il ruolo di sceriffo, bensì quello di migliorare, orientare, guidare il sistema finanziario, garantendo anche una qualificata occupazione a tanti sammarinesi.

    Il settore viene demolito pezzo per pezzo e si arriverà alla banchetta parrocchiale contornata da disoccupati, con un costo enorme che si vedrà già nei conti pubblici di quest’anno. L’annuncio di nuovi clamorosi interventi da parte di Banca Centrale per “la bonifica” in atto sarà uno tsunami che colpirà al cuore l’intero sistema economico e diminuirà notevolmente il tenore di vita dei sammarinesi.

    Intanto l’immagine, l’onore e la dignità della Repubblica sono distrutti, ma non certamente per colpa della stampa. E’ dunque ora che i cittadini prendano in mano il loro futuro.

    S.M. 17 marzo 2012-03-16

    Paolo De Biagi