La crisi a San Marino colpisce i frontalieri

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  • Si è riunito ieri pomeriggio il Consiglio sindacale interregionale (CSIR) composto dai rappresentanti sindacali dei territori di Rimini e Pesaro e della Repubblica di San Marino. Alla riunione erano presenti anche i coordinatori nazionali CGIL, CISL, UIL frontalieri, Claudio Pozzetti, Gianmarco Gilardoni, Pancrazio Raimondo.
     
    Per quanto continui a rimanere irrisolta la questione legata alla dichiarazione dei redditi dei lavoratori frontalieri e alla convenzione non ancora stipulata dai due Paesi, il tema affrontato in questa occasione non poteva che essere la crisi economica che si è ormai estesa sia al di qua che al di là della frontiera e che ha colpito sia le grandi che le piccole imprese. La preoccupazione principale espressa da tutti gli intervenuti si è incentrata sul rischio che i primi a pagare la crisi possano essere proprio i lavoratori frontalieri, anche se essi potranno in tutto o in parte accedere agli ammortizzatori sociali e che possano determinarsi spinte protezionistiche, che troverebbero una netta opposizione.

    Nel corso della riunione è stato fatto anche il punto sulle protezioni sociali alle quali è possibile fare ricorso sia in Italia che a San Marino in caso di crisi aziendali e sui piani anticrisi ai quali stanno lavorando, insieme alle parti sociali, le Province di Pesaro, di Rimini e i Comuni. Si tratta di misure ancora da perfezionare a sostegno dei redditi dei lavoratori in cassa integrazione o licenziati che prevedono anche l’abbassamento delle tariffe per i servizi a domanda individuale o la possibilità di piccoli prestiti. Misure sulle quali si sta lavorando parallelamente in sede di contrattazione sui bilanci degli enti locali.

    Ancora la crisi non si è espressa in tutta la sua potenziale drammaticità e molti dei 6.000 lavoratori frontalieri non stabilizzati, che lavorano a tempo determinato, potrebbero trovarsi senza alcuna protezione sociale.

    Il Consiglio si è concluso con alcuni impegni di carattere operativo a partire dalla necessità che nei diversi tavoli anticrisi vengano inseriti i problemi dei lavoratori frontalieri. Inoltre, nelle situazioni di crisi che si determineranno in aziende che hanno stabilimenti sia nei territori italiani che sammarinesi (vedi SCM) le organizzazioni sindacali hanno stabilito che la situazione verrà discussa e affrontata insieme. Il punto di partenza comune sarà la richiesta di evitare in ogni modo i licenziamenti utilizzando gli ammortizzatori sociali anche in senso solidaristico a sostegno dei lavoratori più precari.

    A parte il tema della crisi che si annuncia di lunga durata e che tornerà a vedere impegnati i componenti del CSIR anche a breve termine, è stato annunciato un Convegno da tenersi prima dell’estate.

    Il Presidente CSIR
    Graziano Urbinati
    Comunicato Stampa