San Marino, una delle repubbliche più antiche del mondo, rischia di trasformarsi in un luogo vuoto, senza prospettive e senza futuro.
Nel 2025, in un’epoca in cui il commercio elettronico è il pilastro dell’economia globale, è semplicemente inaccettabile che il nostro Paese sia escluso dalle principali piattaforme di e-commerce come Amazon, eBay e molte altre.
Questa non è solo una questione di opportunità mancate: è un isolamento autoimposto che sta soffocando la nostra economia, tagliandoci fuori dal mondo. Viviamo in un mondo dove l’e-commerce cresce in media del 25% ogni anno. Nel 2024, il valore globale degli acquisti online ha superato i 5.000 miliardi di dollari, e in Italia, uno dei nostri principali mercati di riferimento, il fatturato del commercio elettronico ha raggiunto gli 80 miliardi di euro, con una crescita del 27%. Eppure, mentre gli altri Paesi si evolvono, noi restiamo bloccati in una burocrazia e in una mentalità che ci impedisce di adattarci a questa rivoluzione. Ma non è tutto. Oltre a essere tagliati fuori dal mercato globale, a San Marino anche i pagamenti online sono un vero calvario. Le nostre carte di credito, i nostri sistemi bancari, persino PayPal, sono ostacolati da mille cavilli e complicazioni. Per effettuare una semplice transazione, bisogna fare salti mortali: autenticazioni che falliscono, limiti non chiari, difficoltà di riconoscimento da parte dei sistemi esteri. Tutto questo non è degno di un Paese come San Marino. Come possiamo aspettarci che i nostri cittadini, e soprattutto i nostri giovani, guardino al futuro quando fare una semplice operazione online sembra più difficile che scalare una montagna? Questa situazione non è solo frustrante, è dannosa. I giovani, che dovrebbero essere il motore del nostro futuro, stanno perdendo la fiducia in questa Repubblica. Non tutti possono o vogliono fare i venditori di souvenir nel centro storico. Non tutti vogliono vivere in un’economia che si basa solo sul turismo. E anche chi oggi lavora in questo settore potrebbe vedere le proprie attività fiorire, raggiungendo clienti in tutto il mondo grazie all’e-commerce. Ma noi siamo bloccati, esclusi, abbandonati a un sistema che non funziona. Se continuiamo così, San Marino rischia di svuotarsi. I giovani, che rappresentano il futuro della nostra comunità, saranno costretti ad andarsene per cercare altrove le opportunità che qui non possono avere. E quando se ne andranno, porteranno con sé la loro energia, le loro idee, le loro speranze. Lasceranno dietro di sé un Paese che si sta trasformando in un museo, un luogo che esiste solo per i turisti, senza più un’anima viva. Non possiamo permettere che questo accada. È inaccettabile che nel 2025 i nostri cittadini debbano ancora combattere con le carte di credito, con PayPal, con sistemi di pagamento che altrove funzionano senza problemi. È scandaloso che non possiamo partecipare al mercato globale, mentre altri Paesi prosperano grazie al commercio elettronico. Aprirci al mondo digitale non è solo una necessità economica: è una questione di sopravvivenza. Significa dare ai nostri cittadini gli strumenti per crescere, per innovare, per competere. Significa offrire ai giovani una ragione per restare, per costruire qui il loro futuro. Significa permettere ai commercianti di trasformare le loro attività locali in imprese globali. È arrivato il momento di agire. Ogni giorno che passa è un giorno perso, un passo verso il declino. San Marino merita di più. I suoi cittadini meritano di più. È tempo di abbattere le barriere, di superare l’isolamento, di portare questa Repubblica nell’era moderna. Perché se non lo facciamo ora, rischiamo di perdere per sempre ciò che ci rende unici.
Un giovane sammarinese