La lezione di Sinner … di Sergio Pizzolante

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  • Sinner sembra di ghiaccio. In semifinale il suo avversario gli ha detto: non sei umano.
    Ma l’avvio delle partite di semifinale e finale ci hanno detto che non è così.
    Partito male, le gambe dure, le braccia tese, la testa non lucidissima, pur in presenza di un volto sempre uguale.
    Nella prima partita ha recuperato e vinto.
    Nella seconda stava recuperando, poi ha perso.
    Quindi è umano. Ma fortissimo. Mai visto un tennista italiano così forte alla sua età. Mai visto uno sportivo italiano così forte a 19 anni, forse Tomba, forse Valentino, forse la Pellegrini, forse Rivera, forse Totti o Baggio.
    Cos’ha che altri, quasi tutti ( sportivi e non), non hanno.
    La capacità enorme di non darsi mai vinto, di trovare l’energia, l’idea, la scintilla, la lucidità quando serve. Proprio il quel momento li. Esattamente in quel momento.
    Un pensiero fulmineo che cambia tutto, un reset mentale immediato, che cambia prospettiva in un lampo. Tutto gira, tutto cambia. Vedere subito, prima, quel che altri non vedono.
    Vale per lo sport, per il lavoro, per la vita.
    Poi puoi anche perdere una finale Master1000 a 19 anni. Che diamine!
    Ma questa è la lezione di Sinner.
    Per lo sport e per la vita.
    Ci fosse un po’ di Sinner in ognuno di noi, ci piangeremmo meno addosso.
    E in un attimo, in un lampo, tutto cambierebbe.
    Sergio Pizzolante