La Lombardia vara la stretta. Chiudono prima bar e ristoranti

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  • Milano. La Lombardia, preoccupata, prepara un primo giro di vite: orari ridotti per i locali, sport di contatto fermi, controlli. E chiede la didattica a distanza per le scuole superiori. La Campania, in grave affanno, insegue le smargiassate del governatore Vincenzo De Luca e dichiara guerra ad Halloween. La Liguria esclude un lockdown totale. Le Regioni un po’ aspettano e un po’ avanzano in ordine sparso. La seconda ondata è in corso e ognuno va dove lo porta l’emergenza.

    A Palazzo Lombardia, dopo un rapido peggioramento dei contagi, la giornata di ieri era molto attesa per il vertice (virtuale) fra il governatore Attilio Fontana e i sindaci dei capoluoghi. In agenda le prime misure di chiusura della vita sociale da aprile-maggio. Da giorni si respira grande ansia in particolare per Milano, che pare ormai epicentro acclarato del nuovo contagio, con dati preoccupanti anche in Brianza. I numeri di ieri hanno confermato una situazione critica, e dopo l’incontro sono emerse le decisioni: alcune si tradurranno in pressanti sollecitazioni al governo (anche la richiesta di misure compensative economiche) mentre altre – già sottoposte al Cts lombardo – entreranno in un’imminente ordinanza regionale.

    Saranno chiuse sale gioco, sale scommesse e sale bingo. E sarà sospesa l’attività agonistica negli «sport di contatto», categorie dilettanti, per evitare le trasferte di squadre e comitive: solo allenamenti. Un intervento è annunciato anche sui locali. La proposta del vertice di chiudere i bar alle 21 e i ristoranti alle 23 si è tradotta in una chiusura generale a mezzanotte. Nei bar dopo le 18 è consentito il consumo di bevande solo al tavolo. È vietata la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici dalle ore 18. Dalla stessa ora non si possono consumare bevande o alimenti su suolo pubblico.

    Didattica a distanza e alternata per le scuole superiori, ad eccezione delle attività di laboratorio. Alle università viene raccomandato di organizzarsi per promuovere il più possibile la didattica a distanza nel rispetto della loro autonomia. Saranno inoltre intensificati tutti i controlli: «Non parliamo di coprifuoco perché la vita nostra non dipende solo dall’apertura di un bar e di un ristorante» ha detto il prefetto Renato Saccone.

    In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha già chiuso le scuole, attirandosi molte critiche, ma il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini lo ha difeso: «Se De Luca ha preso la sua decisione avrà le sue buone ragioni – ha detto – in quella regione ci sono numeri alti sui contagi». In ogni caso, ieri il «rambesco» De Luca si è lanciato in una tirata su Halloween, per giustificare una sorta di «coprifuoco» nei fine settimana di ottobre: «Chiuderemo tutto alle 22 – ha detto – È il fine settimana di Halloween, questa immensa idiozia. Halloween è un monumento all’imbecillità – ha aggiunto – Siccome dobbiamo fare i conti con la realtà e siccome sento che si stanno già preparando a fare le feste, dalle 22, il fine settimana di ottobre, si chiude tutto. E sarà il coprifuoco». «Non sarà consentita neanche la mobilità» – ha aggiunto – rimarcando l’ipotesi di blocchi a mezzanotte nei prossimi giorni.

    Il governatore ligure Giovanni Toti, invece, ha escluso lockdown. «La Liguria è abbastanza tranquilla sul piano ospedaliero – ha detto – In questo momento non c’è un tema sanitario, ma di controllo della pandemia per non arrivare ai momenti peggiori della primavera». «In Italia – ha avvertito – non è possibile ripensare ad un lockdown generalizzato, ma localizzato e chirurgiche ad alcune aree sì».



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